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Cascio: "No al ddl per i morti
di Mineo. E' discriminatorio"


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 Fermate quel disegno di legge. Parola di Francesco Cascio, presidente dell'Ars. Il provvedimento in questione è quello in favore delle vittime della tragedia sul lavoro del comune di Mineo, nel Catanese. “Se l'Aula, infatti, dovesse votare questo testo facendolo diventare legge, ci troveremmo di fronte alla situazione paradossale, quanto ingiusta, di assumere presso pubbliche amministrazioni sei persone, a fronte di un'innumerevole catena di tante altre che da anni chiedono lo stesso sostegno e i cui appelli finora sono caduti nel vuoto". Questo, in sintesi, il testo di una lettera inviata dal presidente di Sala d'Ercole alle commissioni Affari istituzionali e Bilancio dell'Ars. “Questo ddl – continua -, così com'è, si traduce in uno schiaffo a una moltitudine infinita di persone che sono rimaste abbandonate e che oggi si sentono tradite dalle istituzioni, nonché in un'offesa alla lunga schiera di morti bianche relegate nell'oblio. Se lasciassimo che divenisse legge, daremmo vita a una norma gravemente discriminatoria". E cita “nel solo mese di giugno, a due giorni dalla tragedia di Mineo, la Sicilia ha perso anche Domenico Cagnina, 44 anni, operaio di Termini Imerese e, una settimana dopo, Giuseppe Russo, 48 anni, operaio di Menfi. Inoltre, c'è una nostra concittadina, la signora Giuseppina Milazzo, anche lei figlia di un operaio morto, che da ben 30 anni attende un aiuto". E conclude: “Giusto sostenere i parenti delle vittime di Mineo, ma, mi chiedo, tutti gli altri morti? Li cancelliamo con un colpo di spugna?”.