Live Sicilia

Cassazione

"Non capisci un c..."
Se lo dici al capo
rischi condanna per ingiuria


Articolo letto 859 volte

VOTA
0/5
0 voti

cassazione, condanna, ingiuria, Cronaca
Stiano attenti i 'capi' che al lavoro apostrofano un dipendente con la frase 'non capisci un c..': rischiano una condanna per il reato di ingiuria. Alle posizioni gerarchiche più alte, infatti, è dovuta, per il ruolo rivestito, una certa 'continenza espressiva'.

Lo si evince da una sentenza della Quinta Sezione Penale della Cassazione che ha rigettato il ricorso di Sebastiano C., responsabile di una società in provincia di Catania, portato in giudizio da una sua dipendente. La Corte d'Appello di Catania aveva "salvato in calcio d'angolo" il capo dichiarando la prescrizione del reato ma confermandone però le 'statuizioni civili'. Sebastiano ha fatto anche ricorso in Cassazione sostenendo che "in ragione dell'evoluzione dei costumi e del mutamento del linguaggio quella frase era l'equivalente rafforzativo di 'lei non capisce nulla'", del tutto innocente, quindi, che stava a significare un 'lei non ha compreso quello che io ho scritto' trattandosi di una discussione nata per un ordine di servizio sugli straordinari. La Cassazione, però, nella sentenza n.31388, ha ritenuto il ricorso "inammissibile perche' tendente ad una rivalutazione della effettiva potenzialità offensiva dell'espressione" che nel merito era stata già valutata dai giudici di primo grado, tra l'altro "tenendo conto del rapporto gerarchico che legava il capo alla dipendente, rapporto che avrebbe dovuto, oltre tutto, indurre il primo ad una attenta continenza espressiva".