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A 17 anni dall'omicidio

In 300 per ricordare Libero
Pedalata per la città
e festa in piazza


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Un girotondo fatto dai cittadini con al centro gli imprenditori e i commercianti. Un marciapiedi pieni di fiori portati da persone comuni, oltre le 'istituzionali' corone di fiori. Stamattina si è celebrata la commemorazione dell'omicidio di Libero Grassi in via Alfieri, a Palermo. Almeno trecento le persone presenti. Una pedalata per la città nel pomeriggio e una festa in piazza la sera.

Tra questi il neo questore di Palermo, Alessandro Marangoni, il sottosegretario dell'Interno, Alfredo Mantovano, il presidente della Camera di Commercio di Palermo, Roberto Helg, e il commissario nazionale Antiracket, l'ex prefetto di Palermo Giosué Marino. "Le associazioni stanno lavorando bene – ha detto -, le denunce sono in misura significativa. C'è una grande capacità di mobilitazione che prende le mosse dall'iniziativa di 'Addiopizzo'. Il Governo si sta muovendo affinché la denuncia delle estorsioni diventi un obbligo".

Obbligatorio denunciare. Il prefetto fa riferimento a un proposta di legge elaborata dalla Fai (Federazione delle associazioni antiracket italiane), guidata dal presiedente onorario Tano Grasso, per introdurre l'obbligatorietà della denuncia per chi subisce richieste di pizzo. Una proposta che viene presentata come "un'arma in più per il commerciante che vuole difendersi dall'estorsore". E che è stata presentata lo scorso 20 giugno al ministro dell'Interno, Roberto Maroni, che ha manifestato l'intenzione di inserirla in un emendamento nel disegno di legge di conversione del cosiddetto 'pacchetto sicurezza'. La proposta prevederebbe sanzioni amministrative per chi non denuncia: sospensione della licenza, divieto di contrattare con la pubblica amministrazione, fino al ritiro totale della licenza.
"Bisognerà prevedere una norma - ha concluso Marino - che disciplini l'obbligo di denuncia in maniera puntale. Per il resto il sistema ha funzionato e ha dato dei buoni risultati, che assieme a quelli della polizia ha creato quel clima di fiducia che ha fatto registrare questa nuova stagione e Palermo. Questo è il modo migliore per ricordare Libero Grassi".

Anche il procuratore nazionale Antimafia, Piero Grasso, giudica quella di oggi "una giornata importante, perché alla commemorazione hanno partecipato non solo le istituzioni ma anche i cittadini e i rappresentanti degli imprenditori". C'erano, infatti, anche Margherita Tomasello, Ettore Artioli, Rodolfo Guajana, Barbara Cittadini, Edoardo Governale, e uomini che erano sul libro mastro dei Lo Piccolo. Tanti nomi che la vedova Grassi, l'ex senatrice Pina Maisano, dice è meglio non fare ma che ''sono un segnale di un sogno che poco a poo si avvera: il no alla mafia delle estorsioni''.
''E' una novità - dice Pina Maisano Grassi all'Ansa - oltre ad alcuni dei trecento imprenditori che hanno aderito ad Addio Pizzo hanno parteciapto anche quei cinquanta che sono stati appoggiati dall'associazone 'Libero futuro' nella loro decisione di denunciare gli estortori. Trecentocinquanta persone a Palermo che dicono 'no' al racket, rispetto a ciò cui assistevamo quando è stato ucciso Libero è una gran cosa, si puo' definire un successo''.