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Ponte sullo Stretto,
conti tutti da rifare


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alberto rubegni, palazzo chigi, ponte, ponte sullo stretto, stretto di messina, Economia
I costi per la costruzione del Ponte di Messina sono destinati a lievitare. Ma sull'ordine di grandezza dell'aumento il general contractor che nel 2005 si aggiudicò la commessa (la Impregilo di Massimo Ponzellini) ancora non si sbilancia.

E se si considera che il prezzo del petrolio al momento dell'offerta era di 32 dollari al barile e che il prezzo del greggio oggi è quasi quadruplicato a 118 dollari, non pare azzardato dire che aumenteranno parecchio. “L'offerta che abbiamo fatto nel 2005 – spiega l'amministratore delegato del Gruppo, Alberto Rubegni - era basata sul petrolio a 32 dollari al barile, oggi sapete meglio di me quanto costa. Non tutti i materiali sono cresciuti allo stesso ritmo: il rame rispetto ad allora costa quattro volte tanto, l'acciaio invece no”. Da qui la necessità di ridiscutere i costi dell'opera con il Governo che ha allo studio un provvedimento che tenga conto di queste variazioni. “L'adeguamento - aggiunge - richiede un impegno reciproco tra cliente e fornitore per trovare una formula per acquistare insieme le materie prime e poterne così bloccare il prezzo”. “Il Ponte sullo Stretto – conclude Rubegni - è una grande sfida per tutti gli ingegneri e se si dovesse riuscire a fare ne saremo molto contenti. Credo però che serva il consenso da parte di tutti: è un'opera che può coronare la carriera di ogni tecnico e di ogni impresa”.
Impregilo (che ha chiuso il primo semestre 2008 con un risultato netto positivo per 149,7 milioni di euro) nel 2005, con una offerta da 3,88 miliardi, si era aggiudicata la gara internazionale per la scelta del general contractor, gara del valore di 4,4 miliardi di euro. Il progetto avrebbe dovuto essere completato nel 2011, ma il governo Prodi impose lo stop per riemergere poi con il ritorno di Berlusconi a Palazzo Chigi. Il Gruppo, dal canto suo, non intende recedere. “C'è un contratto - fa notare Rubegna - noi abbiamo dato 500 milioni in garanzia”.