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I nuovi piani dell'Alitalia

Comune e provincia aumentano
il capitale in Gesap
e chiedono chiarimenti
su Punta Raisi


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La Compagnia Aerea Italiana (fu Alitalia) taglia fuori dai suoi progetti futuri l'aeroporto panormita di Punta Raisi e Comune e Provincia rilanciano, approvando l'aumento di capitale in Gesap spa, il gestore del "Falcone Borsellino". La base siciliana della nuova compagnia di bandiera sarà a Fontanarossa, l'aerostazione catanese.

Urgono "immediati chiarimenti" dicono all'unisono Giovanni Avanti, presidente della Provincia di Palermo, e il sindaco Cammarata. I due enti detengono, rispettivamente, il 41 e il 31,4 per cento delle azioni della Gesap, società che gestisce lo scalo palermitano. Ieri la provincia ha approvato l'aumento di capitale nella società controllata per 1 milione 300 mila euro. Lo stesso ha fatto il Comune di Palermo con 942 mila euro, approvando anche il diritto di prelazione per l'acquisto di azioni rimaste non optate. "É ferma intenzione della Provincia – ha detto Giovanni Avanti - porre in essere tutte quelle misure che contribuiscano a riaffermare la centralità dello scalo aeroportuale di Punta Raisi che, deve poter mantenere un livello qualitativo dei servizi sempre più alto". Gli fa eco Diego Cammarata: "Proporrò all'attenzione del governo nazionale e di Alitalia – ha detto - la realtà e le potenzialità dell'aeroporto Falcone e Borsellino, che ha fatto registrare, in pochi anni, un consistente sviluppo del flusso passeggeri e un miglioramento dei servizi offerti. Ho grande fiducia nelle prospettive di sviluppo del nostro scalo aeroportuale, al quale deve essere dato un ruolo adeguato nel progetto di riordino di Alitalia".

Il progetto. Fontanarossa conta un milione 600 mila passeggeri in più rispetto allo scalo palermitano (6.083.735 contro 4.511.165). Ma mentre a Palermo l'Alitalia è il vettore principale, nel capoluogo etneo si colloca sotto la compagnia di casa, la Wind Jet di Antonino Pulvirenti. Sono stati 1,4 milioni i passeggeri Alitalia transitati da Palermo nel 2007, nelle tre tratte (Roma e i due scali milanesi), per 15 voli giornalieri e 180 dipendenti. A Catania poco meno: 1,3 milioni i passeggeri, per 4 tratte (in più, rispetto a Palermo, Brindisi), con 18 voli quotidiani e 163 dipendenti.
La nuova compagnia aerea, nel piano di rilancio, ha dato priorità a Fontanarossa, come 'base', a discapito di Palermo, dove è sempre stata. Per Gaetano Mancini presidente della Sac, la società che gestisce lo scalo catanese, "il gruppo riconosce al nostro aeroporto maggiori chance di sviluppo commerciale nel prossimo futuro. In pochi anni – ha detto - siamo passati dai 5 milioni di passeggeri del 2005 ai 6 del 2007. Un trend costante, che rende appetibile investire a Catania".
Chi, apparentemente, non manifesta preoccupazioni è proprio l'amministratore delegato della Gesap. "Non penso che Alitalia voglia tagliare le rotte da Palermo – ha detto Giacomo Terranova - ma semplicemente investire nel futuro più a Catania che da noi. Una scelta che non fa paura all'aeroporto palermitano: la tratta Alitalia Palermo-Roma è tra le più remunerative d'Italia, ad esempio, e se la compagnia aerea vorrà cedere degli slot che ha da noi, penso che non mancheranno altre compagnie interessate a rilevarle. Insomma è il mercato passeggeri che fa il successo di un aeroporto, e non penso che Alitalia voglia rinunciare di punto in bianco ai tanti clienti che ha qui. Noi siamo in salute e pronti a crescere".

I più preoccupati sono i sindacati per i posti a rischio. La Filt Cgil: "Siamo molto preoccupati per i 180 lavoratori Alitalia dislocati al Falcone e Borsellino. Chiederemo chiarimenti alla nuova cordata d'imprenditori guidata da Roberto Colaninno e un intervento del governatore Raffaele Lombardo a difesa dello scalo palermitano. In Sicilia c'è una grande emergenza di collegamenti e infrastrutture viarie, un depotenziamento dell'aeroporto di Palermo per conto di Alitalia danneggerebbe solo i siciliani".