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Crisi Alitalia a Palermo

L'angoscia dei lavoratori Alicos: 1.600 posti a rischio


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Calma piatta all’Alicos, il call center Alitalia di Palermo, nel turno da mezzanotte alle sei, poche ore dopo la disfatta della trattativa e il ritiro dell’offerta della Cai, la cordata italiana guidata da Colaninno e banca Intesa. Un solo ordine: Alitalia al momento continua a volare, continuate a prenotare, andata e ritorno.

“Diciamo quello che ci dicono di fare”, rivela un lavoratore del principale centro di prenotazione ed emissione di biglietti dell’ex compagnia di bandiera. “Novanta su cento delle telefonate riguardano persone che chiedono informazioni sulla situazione. Noi rispondiamo: ‘tutto normale, i voli sono rispettati’”. Anche ieri sera, subito dopo che è stata resa nota la notizia del fallimento della trattativa con Cai, “è entrato il capo – racconta un altro lavoratore – e ha detto che avremmo dovuto continuare come se niente fosse, per noi era tutto a posto”. Ma, a sentire lui, metà del personale Alicos lavora al call center Alitalia, e quest’ultima ha un enorme debito con la struttura di via Cordova. Una situazione che mette a rischio 1.600 posti di lavoro perché al di là dei committenti, il fallimento di Alitalia rischia di generare un effetto domino.
“Alitalia detiene il 40 per cento delle quote di Alicos – spiega Rosalba Vella, rappresentante del Slc-Cgil – e le ripercussioni di queste vicende cadranno su tutti i lavoratori del call center, non solo per chi lavora per la compagnia aerea”. Una situazione paradossale, secondo la Vella, “perché l’azienda è sana, è in utile, facciamo 500 mila biglietti al giorno per Alitalia, siamo il primo centro di prenotazione e il primo contatto col cliente. E poi ci si dice che non siamo strategici?”. La compagnia aerea, infatti, ha un debito verso l’Alicos di oltre 9 milioni di euro (contro un capitale sociale d’azienda di 1 milione e mezzo), è non è stata definita fra i creditori di “priorità 1”. “L’azienda ha liquidità solo per settembre e ottobre e poi cosa succederà? Dove va la quota societaria attualmente detenuta da Alitalia? Come si colma un buco da 9 milioni di euro?”. Tanti interrogativi che non trovano risposta. “Abbiamo avuto notizie all’ultimo minuto. Abbiamo già fatto un’assemblea lunedì scorso – continua Rosalba Vella – quando ancora le notizie non erano di questo tenore. Intanto aspettiamo di sapere nuove notizie ma abbiamo già chiesto un incontro al prefetto di Palermo e all’assessorato regionale al Lavoro. Chi ha responsabilità se le prenda e non ci lasci a terra”. Dietro la porta, infatti, lo spettro di un possibile fallimento per Alicos, una volta perso il committente principale, per ricostruire una nuova azienda che azzererebbe, però, tral’altro, tutti i Tfr. Una situazione potenzialmente esplosiva dove, conclude Rosalba Vella, “prevale il senso di responsabilità dei lavoratori che mantengono la calma. Ma questo non vuol dire che staremo zitti”.