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Sponde 2008 a Mazara del Vallo:
“Nessuna religione è un ostacolo alla pace”


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“La religione non è un ostacolo alla interculturalità”. Ad affermarlo è Mehrez Hamdi, docente di filosofia all’università Ezzitouna di Tunisi e  direttore del Centro di Studi Islamici a Kairouan. Le sue parole, pronunciate nel corso del seminario di studi Cemsi “Sponde 2008”, in corso a Mazara del Vallo nel Trapanese, suonano nella direzione di un reale dialogo interreligioso. Muovendo dall’assunto che “la giustizia divina implica l’uguaglianza originaria di tutti gli uomini” e che nel patto con Dio vi è, in nuce in ogni religione, il patto sociale che unisce tutti gli uomini, secondo Hamdi, il patto sociale di matrice occidentale, teorizzato nelle dottrine illuministe di Rousseau, non è dissimile dal patto che si genera dalla aderenza alle “sure” del Corano.
“Non è un credente colui che attenta alla vita degli altri, che uccide o che si uccide, dunque che rompe il patto sociale”. Hamdi non lascia spazi a dubbi sulla visione che l’Islam ha di alcune forme di fondamentalismo.
“La religione – afferma Hamdi – non è ostacolo ma motivo di confronto tra gli uomini, essendo un elemento che compone ogni cultura. Può apparire talvolta un fattore dominante che polarizza ogni altro elemento. Così oggi accade che si parli, ritengo in modo errato, di cultura mussulmana o cultura cristiana. La religione non è un ostacolo alla interculturalità. In Libano, per esempio, diciassette confessioni religiose cristiane e mussulmane sopravvivono in seno ad una stessa cultura, scossa a volte da problemi che vengono dalla politica, dalle ideologie,dalla cattiva fede e dall’uomo che rifiuta il progresso e il cambiamento, che si chiude agli scambi verso gli altri e alla condivisione con il prossimo dei beni donati da Dio e dalla natura”.
E’ dello stesso avviso Ludovico Corrao, padre della Fondazione Orestiadi di Gibellina e “ambasciatore della Sicilia nel mondo”, come lo ha definito Domenico Mogavero, vescovo di Mazara del Vallo. Una fitta rete di relazioni, culturali e politiche, in tutti i paesi del bacino del Mediterrano, che consentono oggi all’ex senatore di affermare che “i conflitti tra civiltà – spiega Corrao, citando il politologo Samul Huntington – sono la minaccia più grave per la pace nel mondo. Ne consegue l’imprescindibile necessità di operare per costruire le basi di convergenza culturali: la civiltà, la cultura sono infatti la salvaguardia più sicura contro la guerra planetaria”.
Con un occhio al passato e uno al presente, Corrao ha citato esempi pacifica convivenza tra diverse culture. Come a Bagdad, dove sorgeva la cappella per la custodia della testa di Giovanni Battista, venerata da cristiani e mussulmani. O nella moschea di Cordoba con spazi condivisi tra cristiani e mussulmani. E ancora oggi a La Goulette, in Tunisia, dove va in processione la Madonna di Trapani, osannata in fraternità da uomini e donne cristiani e mussulmani.
“Le religioni sono insostituibili a fondare un mondo di pace: il patrimonio mistico dell’Islam, il sufismo, il buddismo, l’ebraismo, si incontrano e possono cementarsi sul piano della responsabilità umana della vita interiore, del valore salvifico della preghiera, dell’apertura al dialogo comune e sempre tra tutte le religioni, le filosofie, le ideologie, rifuggendo dal dogmatismo e dall’arroganza” ha concluso.