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Walter Veltroni a Palermo

Istituzioni più trasparenti
e un Pd da rilanciare nell'Isola


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Dalle infrastrutture al federalismo, dalle polemiche sulle assunzioni regionali all’aeroporto di Comiso, per arrivare al lavoro di forze dell’ ordine e magistratura: sono tanti i temi su cui Walter Veltroni, leader del Partito democratico e capo dell’opposizione, ha acceso i riflettori nel corso di un incontro con i giornalisti che si è svolto nel pomeriggio al centro “Pio La Torre” di Palermo.

Non ha usato mezze parole per commentare l’azione dell’attuale governo, guidato da Silvio Berlusconi: “Nella manovra finanziaria - ha detto - non c’è nulla di quello di cui la Sicilia ha bisogno in termini di infrastrutture e sistema viario”. Quasi a sottolineare un atteggiamento distratto dell’ esecutivo nazionale rispetto ai reali bisogni dell’Isola in termini di strumenti per lo sviluppo. Critico, inoltre, sul federalismo: “Non ho visto un conto, una cifra. Non è possibile che si possa dire sì a tutti. Bisogna vedere le cifre e capire se il federalismo, con cui siamo d’accordo, è vero o solo una bandiera che non si realizzerà mai”.
E sulle polemiche degli ultimi giorni scatenate dalle assunzioni alla Regione Siciliana, Veltroni non ha dubbi: “Mi pare ci sia una malattia radicata ed estesa che non aiuta a rendere più forte l’immagine delle istituzioni che devono essere trasparenti a cominciare da assunzioni e appalti. Gli episodi che hanno interessato la Regione Siciliana sono testimonianza di una zona di oscurità”. Una zona di oscurità che il leader del Pd ha allargato al resto del paese e, in particolar modo, ai luoghi interessati dai più recenti fatti di cronaca. “Ancora due agenti di polizia morti, ancora due vittime, in una battaglia in cui troppo spesso le forze di polizia e i magistrati vengono lasciati soli. Troppo spesso c’è un potere politico colluso con i poteri criminali, che ha grande responsabilità nel fatto che ci siano delle zone del paese in cui è in corso una guerra contro lo Stato e le istituzioni. Casal di principe è uno di questi luoghi”. Per Veltroni, “si tratta di una battaglia da vincere, ma per farlo non ci devono essere zone di oscurità. Forze dell’ordine e magistrati devono sapere che tutti i partiti sono dalla loro parte”. Veltroni non ne fa “una questione di parte ma di Stato contro i criminali”. Poi, con le parole va a Comiso per definire “intollerabile il fatto che tra i primi atti di un sindaco ci sia quello di rimuovere dall’aeroporto il nome di un combattente contro la mafia”. Si riferisce alla volontà di togliere il nome di Pio La Torre dall’aeroporto, per ripristinare la vecchia intitolazione al generale Vincenzo Magliocco. “Magliocco - ha ricordato Veltroni - partecipò al massacro di migliaia di persone e fu insignito con la medaglia d’oro al valore militare da parte del regime. L’idea che qualcuno possa intitolargli l’aeroporto non può non destare indignazione in tutto il Paese, nessuno escluso. Mi fa piacere sapere che all’Ars è stata presentata una mozione per lasciare il nome di La Torre, firmata da Pd, Mpa e Udc, mentre mi dispiace sapere che il Pdl non ha firmato, seppure, da quanto mi è stato riferito, ci sia la volontà ad appoggiarla”.
Infine, un riferimento al Pd siciliano. Che non può contare su un risultato elettorale positivo. Tutto da rifare o solo aggiustamenti da apportare? “Nell’Isola – ha concluso - ci sarà un congresso per strutturare meglio il partito. E’ necessario un forte rinnovamento. Ci sono tantissime risorse che se impegnate e messe lungo una linea di innovazione e cambiamento, lotta per la legalità, crescita economica e modernizzazione, possono dare grandi risultati”.