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Sanità

Russo incassa il sì della Cisl
e segna un punto all'Ars


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Massimo Russo incassa il pieno sostegno della Cisl. L'assessore alla Sanità arriva di buon mattino all'assise del sindacato bianco sul tema della sanità, ma scappa via di gran carriera a metà mattinata per andare all'Ars dove un emendamento dell'ultimo momento rischierebbe di assestare un duro colpo al suo “disegnino di legge” (il diminutivo è di Russo) che istituisce il comitato deputato tra l'altro a dare il parere in caso di rimozione dei dirigenti della sanità. “In Aula serve l'interlocuzione del governo per tenere la barra dritta sul rigore”, si limita a dire ai giornalisti Russo lasciando la sala, senza entrare nel merito dell'emendamento incriminato. Alla fine tutto in Aula va liscio, l'allarme sull'emendamento misterioso rientra, e la la leggina passa. All'unanimità.



In casa Cisl, Russo ottiene il consenso del segretario regionale Maurizio Bernava, che invita alla responsabilità tutte le forze politiche sul piano di rientro, evitando "trappole da Vietnam all'Ars". Che Russo continua a difendere a spada tratta. "Non mi interessa nulla dei posti letto. E' un modo vecchio di impostare la questione. I posti letto non interessano ai cittadini, ma a qualcun altro", dice l'assessore'. "E' la rete ospedaliera il vero problema della nostra sanità - ha aggiunto Russo -. In Sicilia c'è il 36% in più di ricoveri rispetto al parametro nazionale. E non mi pare ci sia una pandemia che sta sconvolgendo la regione". Secondo Russo, quindi aziende ospedaliere e Ausl assorbono tutte le risorse percè' sono le uniche a dare risposte ai cittadini. "Altrove, in Finlandia per esempio, i cittadini si rivolgono ai poliambulatori, al medico di base che non fa il burocrate per le ricette, e in ospedale vanno solo quando hanno il piede nella fossa", ha detto a riguardo l'assessore. Sul piano di rientro Russo ha annunciato: "Non ci sposteremo di una virgola. Il piano diventerà una legge che sarà sottoposta all'Ars. Se questa la approverà, potrò battere cassa a Roma ottenendo un un miliardo e 370 milioni di euro che ci deve lo Stato piu' un mutuo di 2 miliardi e 800 milioni".