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Call center Alitalia

Alicos, a rischio 1600 posti di lavoro
Sindacati: "Incontro con il Governo"


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Ancora silenzio dai vertici aziendali di Alicos dopo il consiglio di amministrazione che si è tenuto nell'azienda che ha sede a Palermo: nessuna comunicazione per i lavoratori che, dopo la riunione con lo staff tecnico di mercoledì, hanno appreso, anche se non ufficialmente, della mancanza di liquidità per il pagamento degli stipendi. I rappresentanti sindacali dei lavoratori dell’Alicos hanno chiesto agli organismi nazionali di categoria e confederati di incontrare il Governo per discutere della crisi di liquidità del call center Alitalia.

La nota vicenda della compagnia aerea rischia, infatti, di avere gravi ripercussioni sui 1600 lavoratori siciliani dell’Alicos e sulle loro famiglie. “Ieri si è svolto il consiglio d’amministrazione dell’azienda in cui si è parlato del debito che Alitalia ha nei confronti dell’Alicos – dice Giovanni Zangara, rappresentante sindacale Slc-Cgil di Almaviva, gruppo di cui fa parte l'Alicos - ma dell’esito della riunione non è stata data nessuna comunicazione ufficiale ai dipendenti. Abbiamo chiesto agli organismi nazionali di categoria un incontro con Gianni Letta, sottosegretario alla presidenza del Consiglio, anche per discutere sulla commessa che la nuova Alitalia confermerà all’Alicos”.
Se l’Alitalia non salderà entro il 15 ottobre un debito che oscilla tra i 5 e i 9 milioni di euro risalente alla gestione pre-commissariale, il call center di via Libertà rischia di chiudere i battenti e di mandare sul lastrico i suoi dipendenti. Mercoledì una delegazione dello staff tecnico dell’Alicos ha incontrato i vertici aziendali ma non è stata ancora data ai lavoratori una comunicazione ufficiale sulla linea che l’azienda intende seguire nella vicenda. “È assurdo che i lavoratori – la gran parte dei quali con questo stipendio ha contratto un mutuo per la casa e sostenta la propria famiglia – non abbiano ancora avuto una nota ufficiale in cui è spiegato che fine faranno”, dice Rosalba Vella, rappresentante Slc-Cgil dell’Alicos.
Dopo l’incontro tra azienda e lo staff tecnico di mercoledì è emerso che l’Alicos non ha liquidità per pagare gli stipendi ai dipendenti se non per il mese di settembre, mentre già problemi ci sarebbero per ottobre e novembre, ma come sottolinea la Vella: “Niente di ufficiale ancora è stato comunicato e questo crea panico tra i lavoratori”. Intanto, secondo fonti sindacali interne all’Alicos, ai dipendenti non sono stati ancora accreditati gli stipendi di settembre e questo, considerato che ogni primo del mese l’azienda liquida gli emolumenti, ha diffuso il panico tra i dipendenti.
Sulla questione era intervenuto anche il segretario generale della Cgil siciliana: “La sede del call center della nuova Alitalia dovrà restare a Palermo. La Sicilia non può certo permettersi infatti di perdere 1600 posti di lavoro e su questo il sindacato è pronto a dare battaglia. Chiediamo che la compagnia aerea italiana chiarisca quanto prima e confermi il rapporto con l’Alicos”. Da mercoledì i lavoratori del call center hanno proclamato lo stato di agitazione che, secondo fonti sindacali, potrebbe sfociare nei prossimi giorni in uno sciopero e in altre forme legali di protesta per sensibilizzare la cittadinanza su un rischio così grave. ''Come Segreteria Nazionale di SLC-CGIL, insieme a FISTEL-CISL, UILCOM-UIL e alle Segreterie Nazionali di CGIL, CISL e UIL - dice Alessandro Genovesi, segretario nazionale di Slc-Cgil - siamo già tutti impegnati a fare il massimo, per ottenere da tutte le parti in causa (Governo, Regione Sicilia, Alitalia e Cai) le necessarie garanzie. Garanzie tanto sui crediti passati che sulla continuita' dei rapporti commerciali con la nuova compagnia aerea''.
''Tra lunedì e martedì, dice Giovanni Zangara, è in programma un incontro con la proprietà di Alicos - la famiglia Tripi - e del gruppo Almaviva al fine di fare un punto sui diversi problemi aperti. Subito dopo l'incontro, sarà convocata una riunione con le RSU, non escludendo che dopo il confronto possano essere chiesti specifici tavoli con i diversi soggetti in campo sulla vicenda Alitalia''.

di Junio Tumbarello