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La nota

Le due polveriere del governatore


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Con chiarezza marcatamente cislina, Maurizio Bernava ha inquadrato il nocciolo della questione. Su spoils system e tagli alla sanità, Raffaele Lombardo rischia di non avere maggioranza, ha detto il segretario della Cisl. E il termometro politico degli ultimi giorni continua a registrare proprio su questi due temi le temperature più alte e rischiose per il centrodestra siciliano.

La guerriglia interna al centrodestra sulla sanità prosegue giorno dopo giorno, con toni più sfumati. Ma la tensione resta altissima, se solo un paio di giorni fa Massimo Russo ammetteva candidamente di essere seduto "su una polveriera". Con le micce tenute regolarmente accese dal "partito" interno alla maggioranza che continua a porsi di traverso all'opera di risanamento dell'assessore tecnico e che vede in prima linea l'Udc, pezzi di Forza Italia e qualche solista di An. Il passaggio parlamentare del piano di rientro si avvicina sempre di più e con esso il timore che qualcuno possa mandare a carte e quarantotto i buoni propositi di risanamento. Il clima è tutt'altro che rasserenato, se è vero come è vero che un paio di giorni fa sono bastate le voci su un emendamento galeotto a una leggina dell'assessore alla Sanità per far fiondare un allarmatissimo Russo all'Ars, dove il tutto si è risolto in un falso allarme. Un clima da giungla vietnamita, lo ha definito Bernava, assicurando all'assessore il sostegno della Cisl.
Ad agitare le acque nel centrodestra c'è poi la questione dello spoils system. Il conto alla rovescia è partito e la delicatezza della partita non sfugge a nessuno. L'obesa spesa sanitaria e l'elefantiaca e potentissima burocrazia regionale sono i due gangli su cui la politica nostrana ha costruito consenso e conservato potere negli ultimi anni e nessuno sembra disposto a cedere posizioni. In questo contesto arriva il divorzio tra Lombardo e la Signora dei finanziamenti europei, quella Gabriella Palocci che lascia l'incarico, secondo le ricostruzioni dei giornali in un modo tutt'altro che indolore, scatenando la levata di scusi della solita Udc contro il decisionismo solitario del governatore catanese. Al quale il governo nazionale non ha dato una mano, rispondendo picche alla richiesta di assegnare ala Sicilia le accise petrolifere nell'ambito della riforma sul federalismo, in barba alle strette di mano tra il presidente della Regione e il ministro Calderoli dei giorni scorsi.

Insomma, Lombardo pare costretto a tenere gli occhi bene aperti dai colpi che possono arrivare all'interno della sua stessa coalizione. Meno problemi gli giungono da un centrosinistra ancora lontano dall'apparire lucido. Il Pd, a livello nazionale alfiere del rigore dei conti e del risanamento, in Sicilia ha contestato Russo e la giunta per avere adottato misure persino più rigorose di quelle previste dal piano di rientro. "Non hanno capito nulla, qui dobbiamo cambiare un sistema", ha commentato Massimo Russo a una divertita platea di sindacalisti cislini, in linea teorica interlocutori naturali di un Pd ancora tutto da costruire.