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Senzatetto a Palermo

Sgomberati dal pensionato
occupano la Cattedrale,
chiesto l'intervento del prefetto


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amministrazione comunale, cattedrale, diego cammarata, giancarlo trevisone, occupazione, pensionato universitario, proteste, senza tetto, sicurezza, zen, Cronaca
Scoppia a Palermo il caso dei senza tetto. Hanno trascorso la prima notte in Cattedrale dopo essere stati sgomberati dal pensionato universitario. Tutte le celebrazioni sono state trasferite nella chiesa del SS. Salvatore. Il comitato per l'ordine e la sicurezza ieri ha fatto sgomberare gli edifici del pensionato universitario, ancora in fase di ristrutturazione, occupato dalle 15 famiglie sgomberate allo Zen 2 lo scorso 10 settembre. Protestano da giorni e si sono, ora, riversate alla Cattedrale. Una decina di donne, insieme a bambini e neonati, si sono sistemate all'interno della Chiesa.

La Cgil e l'opposizione in consiglio Comunale hanno chiesto al prefetto di convocare una 'tavolo di crisi' . "Sbaglia – scrivono in un nota congiunta - chi pensa di affrontare questi problemi con il solo uso della forza pubblica, come è stato fatto oggi nei confronti di alcune famiglie sfrattate. Comunque le azioni di forza se sono sbagliate sono sbagliate in ogni caso, da qualunque parte esse arrivino. Per giorni - aggiungono la Cgil e i consiglieri comunali di opposizione - una parte decisiva delle istituzioni, venendo meno ai suoi compiti, si è rifiutata di discutere".
Il sindaco Cammarata, poco prima dello sgombero, aveva diramato una nota in cui diceva che "l'amministrazione comunale ha sempre fatto quanto in suo potere per essere vicina ai più deboli, ma è bene che si capisca, una volta per tutte, che la via della legalità è l'unica che si possa e si debba percorrere". A questo aggiungeva: "Le azioni di forza (riferendosi all'occupazione abusiva di queste famiglie di case appartenenti ad altri proprietari allo Zen 2, ndr) non determinano certo l'acquisizione di un diritto e che pur nella comprensione umana per queste persone, rimane il principio della legalità che tutti, nessuno escluso, faremmo bene a tenere come barra ferma per i nostri comportamenti quotidiani".

"Questa città sta diventando una polveriera sociale che rischia di esplodere – hanno ribattuto Cgil e opposizione - i tagli alla spesa sociale del bilancio comunale, la crisi occupazionale estesa a tutti i settori, l'aumento del costo della vita, a partire dai servizi pubblici e dalla casa, rischiano di diventare intollerabili per le condizioni di vita delle famiglie palermitane". Per queste ragioni viene chiesto al prefetto Giancarlo Trevisone la convocazione di "un tavolo istituzionale di crisi nel quale stabilire come la città, con senso di responsabilità, di equilibrio e di solidarietà, debba affrontare le emergenze più gravi. Un tavolo di crisi in cui il rispetto della legalità sia la precondizione ma la soluzione dei problemi sociali ed economici delle persone e della città sia l'obiettivo".