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Teatro Stabile di Catania

"Test": rassegna fra ricerca,
sperimentazione e innovazione


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Il teatro è anche “altro”: sperimentazione, ricerca, innovazione. Ne è cosciente lo Stabile di Catania che dedica alle tendenze del contemporaneo una minirassegna di sei spettacoli, sulle scene da novembre a giugno.

La manifestazione si chiama appunto “Test” ed è stata realizzata dall’ente diretto da Giuseppe Dipasquale in collaborazione con il Centro Zo e Scenario Pubblico, due tra le realtà più attive del panorama artistico catanese. Si comincia il 29 novembre, al Centro Zo, con “Come spiegare la storia del Comunismo ai malati di mente” di Matei Visniec tradotta da Sergio Claudio Perroni e interpretata da Mimmo Mignemi e Angelo Tosto. Il 12 gennaio sarà la volta dell’artista palermitana Emma Dante col suo primo monologo “Il festino” affidato a Gaetano Bruno.
Dal 23 gennaio il teatro si fonde con la danza per riflettere sul sentimento religioso dei siciliani: l’appuntamento è a Scenario Pubblico, dove la compagnia di Roberto Zappalà porterà sui legni “A. Semu tutti devoti tutti” con le musiche dei Lautari.
Il quarto spettacolo in calendario è previsto dal 14 marzo, sempre a Scenario pubblico. Sarà ospite il puparo e cantastorie palermitano Vincenzo Pirrotta che darà vita a “Terra matta” di Vincenzo Rabito, autobiografia pubblicata da Einaudi che racconta la Sicilia nel “secolo breve”. Arrivano dal Nord Europa invece le marionette dell’olandese Neville Tranter che, dal 24 al 26 aprile al teatro Sangiorgi, narrerà amore e odio attraverso la rivisitazione del celebre romanzo “Frankestein” di Mary Shelley. A giugno si torna in Sicilia e più precisamente a Catania con l’ultimo appuntamento della rassegna, “Sicilian tragedi”, tratto dal romanzo dello scrittore etneo Ottavio Cappellani, per la regia di Guglielmo Ferro.

di Clelia Coppone