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Crollo del mercato in Sicilia,
l'Ance: "La Regione ne tenga conto"


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Dal gennaio all'agosto del 2008 sono state quasi un terzo in meno (-31,05%) le gare pubbliche e i loro importi sono calati quasi della metà (-47,65%), rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. In totale sono state offerte alle imprese 480,5 milioni di euro contro i 917,9 (-344,9 mln di euro) dei primi otto mesi del 2007, divisi in 573 gare contro le 831 dell'anno precedente.

Sono i dati diffusi dall'osservatorio Ance Sicilia sui bandi pubblicati sulle Gazzette ufficiali, nel periodo gennaio-agosto 2008. La maggior parte delle aste, 499, sono state per piccoli importi, fino a 1 milione e 250 mila euro, pari a 244 milioni, cioè il 50,96% del totale. Solo 8 gare hanno superato la soglia dei 5 milioni e 150 mila euro, per 92 milioni totali. Le imprese hanno avvertito mese per mese le conseguenze della contrazione degli importi offerti al mercato: gennaio (-14,58%), marzo (-56,97%), aprile (-63,06%), maggio (-33,73%), giugno (-64,09%), luglio (-66,12%), agosto (-62,69%).
L'unico mese che ha avuto il segno positivo è stato febbraio (in prossimità della campagna elettorale) con 134 bandi (+44,09%) per 103 milioni di euro (+37,92%).
La percentuale dei crolli negli importi di gara è drammatica nelle singole province: a parte l'eccezione di Agrigento (+12,37%), si evidenziano Caltanissetta (-58,56%), Catania (-6,99%), Enna (-6,83%), Messina (-19,77%), Palermo (-74,96%), Ragusa (-74,52%), Siracusa (-64,40%) e Trapani (-49,45%).
Secondo l'Ance Sicilia, la causa di questo fenomeno non è imputabile tanto a un problema normativo, quanto ad una drastica riduzione degli investimenti delle pubbliche amministrazioni nel settore delle opere pubbliche, tendenza che sembrerebbe confermarsi nella prossima Finanziaria nazionale con un ulteriore taglio del 40% ai capitoli riguardanti le infrastrutture.
Per questa ragione l'Ance Sicilia chiede al governo regionale che, in fase di predisposizione del bilancio, si tenga conto di questa situazione e si provveda in via ordinaria a liberare risorse per il settore, in attesa dell'attuazione della nuova programmazione dei fondi comunitari, statali e regionali.

A.C.