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Comune di Catania

Stancanelli sale in cattedra
Lectio magistralis per i giornalisti


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Nella città dove la libertà d’informazione è conservata bene, dai vertici del comune, da qualche settimana, arrivano segnali d’irritazione per quanto scrive la stampa nazionale. Qualcuno l’ha bisbigliato, altri l’hanno detto chiaramente: “C’è un attacco mediatico”. Su questa linea è il sindaco Raffaele Stancanelli, che a Roma mantiene il suo seggio al Senato.

Uno degli argomenti centrali di queste settimane, a Catania, mentre la città sopravvive alla crisi, è il modo in cui viene descritto il comune dalla grande stampa: stamane, sotto accusa “Repubblica” per un articolo su incarichi e consulenze a firma di Michela Giuffrida. Nessuno commenta in sala giunta dove il primo cittadino ha convocato i giornalisti, nessuno nemmeno ironizza.
Stancanelli è, però, coerente: la stampa locale è da lui apprezzata. Il “problema” sono alcune testate nazionali e magari qualche giornalista catanese emigrato al Nord.
Perché? Secondo il sindaco, scrivono falsità (come il “sacco di Catania” – ha ricordato Stancanelli-  evocato sempre da 'Repubblica' in un articolo di un altro giornalista, sul tema del cambio di destinazione d’uso dei terreni previsto nel piano di rientro dell’amministrazione di Palazzo degli Elefanti, ndr), mettono in cattiva luce un comune che, con tanta fatica, sta cercando di risollevarsi. I “malumori” di qualche esponente leghista per i soldi a Catania? Il “nemico degli sperperi” Tremonti? Alla fine, l’ha spuntata –secondo Stancanelli- Catania, grazie alla “credibilità” dimostrata. E il merito è, naturalmente, anche suo.
“Siccome stiamo combattendo –ha spiegato stamane il sindaco- per uscire da questa situazione difficile, volevo dare alcuni chiarimenti perchè ritengo i risultati che finora abbiamo raggiunto, che poi sono risultati per partire non conclusivi, sono dipesi anche dalla collaborazione con la stampa che ha messo in evidenza tutto quello che a Catania c’è, lo ha fatto assolutamente libera”.
Il sindaco poi annuncia “tagli” e sacrifici, in nome della razionalizzazione della spesa. E che succede? Arrivano i giornali del Continente e danno quasi un ‘immagine di un comune che, da un lato, prende dal governo e dall’altro farebbe sperperi. Inaccettabile, soprattutto –sussurra qualcuno- per l’immagine della città nella sua relazione con le banche, che, da qualche anno, non fanno dormire sonni tranquilli a più di un amministratore pubblico sotto l’Etna. Forse perché gli istituti di credito sono il garante delle operazioni immobiliari che dovrebbero contribuire a salvare il comune? Solo indiscrezioni, forse cattiverie.
Stancanelli, invece, punta sulla stampa nazionale. Nessun “attacco mediatico” da evocare stavolta, ma l’irritazione è trattenuta e la si notava, stamane, mentre il senatore parlava. Comunque, i toni sono stati moderati, rispetto a quanto riservato ad altri cronisti del Continente negli ultimi giorni. ”Devo dire che non mi aiuta l’informazione che non è quella legittima, quella vera. A cosa mi riferisco? E’ uscito l’altro giorno su ‘Repubblica’ a firma della giornalista Michela Giuffrida un articolo che messo in relazione a quello che era successo nei giorni scorsi…”Cosa si sarebbe potuto pensare? Insomma “vi diamo i soldi e voi li spendete male”? Questo il messaggio che potrebbe venir fuori. Allora, il sindaco precisa, penna e articolo sotto mano, quasi come fa un professore con un compito in classe. Errori? Il compenso del nuovo direttore generale, gli incarichi conferiti ad agosto. Peccato: tutto non sarebbe accaduto con una telefonata della giornalista al signor sindaco, che comunque precisa: “ognuno scrive quel che vuole, ci mancherebbe altro” Ma quanto è il compenso del direttore generale Maurizio Lanza? Provvedimento alla mano, del sindaco: “Euro 12.696,23, che porta sostanzialmente poi alla retribuzione netta mensile di 6.348,12.”  E cosa si sosteneva nell’articolo?
“….con un costo mensile lordo per le casse comunali di 22.285 euro, che moltiplicato per dodici, fanno 267.420 all’anno, il più alto mai previsto negli ultimi 10 anni. Nelle tasche di Lanza, compresa la retribuzione di risultato nella misura del 20% annua, sulla base di obiettivi assegnati personalmente dal sindaco, finiranno così 16.293 euro al mese..”.
Tema caldo è poi quello delle aziende “partecipate” dal comune: il sindaco ha confermato la decisione del commissariamento. I tre componenti (direttore generale, ragioniere generale e un’altra ancora da definire) del cda di tutte le partecipate saranno tre persone senza nessuna indennità. In soldoni, il comune risparmierà circa 650.000 mila euro, il costo dei consigli d’amministrazione ora commissariati e di fatto “unificati”.
Incarichi conferiti ad agosto? Uno solo e non cinque come scritto nell’articolo di “Repubblica” –ha precisato Stancanelli. E la portavoce del sindaco? Il sindacato dei giornalisti gli fa notare che l’indennità è troppo bassa: circa 1.500 euro al mese. “Spero che non mi faccia causa” si è schermito in modo bonario il primo cittadino. Del resto, Stancanelli è corretto fino in fondo: “chiederò ai consiglieri comunali e alla stampa di crocifiggermi quando nominerò –e non succederà mai, ma se dovessi diventare pazzo- un consulente soltanto per dargli due, tre, quattro, cinquemila euro, cosa che è successa spesso e succede spesso  un po’ dovunque. Parlo con giornalisti, io so di persone che lavorano e sono consulenti e fanno gli addetti stampa in tre, quattro, cinque manifestazioni. Non voglio dire il nome e neanche il cognome...chi fa lo scoop pensando di mettere l’amministrazione in difficoltà, non su proposte, perché è legittimo,  ma su fatti io vorrei ricordare a qualcuno che poi, siccome siamo tutti uomini e donne, chi ha due, tre, quattro, cinque incarichi come addetto stampa per esempio, non faccia il moralista”.
E’ anche vero che il comune di Catania, al momento del suo insediamento, aveva altri tre giornalisti a contratto. “Abbiamo come visto come potevamo fare per confermarli –ha spiegato Stancanelli e il tono della sua voce si è fatto grave- perché da otto, nove anni lavorano al comune di Catania. Non abbiamo trovato ancora la soluzione giuridica per confermarli, perché dal punto di vista della moralità chi lavora per otto, nove anni in un ente non può essere mandato a casa”. Un silenzio di consenso è arrivato dai cronisti. Del resto, la rotazione degli incarichi nell’ ufficio stampa di Palazzo degli Elefanti è materia paragonabile ad oggetti volanti non identificati.
Poi, i contratti del comune sono tutti su Internet, nulla di oscuro. Niente scoop, insomma, tutto è chiaro, tutto è sotto gli occhi di tutti. Dice il sindaco. E’ o no il comune di Catania una “sfera di cristallo” in quanto a trasparenza?Poi, per il “piano di rientro” professionisti non riconfermati, dopo tre mesi. Sacrifici per tutti, insomma, a cominciare dai colletti bianchi.
Stancanelli ha poi spiegato che “a fronte delle spesa complessiva per il comune di 543.950 euro al 20 Giugno, giorno d’insediamento della nuova amministrazione, le somme impegnate attualmente sono invece 370.812 euro e dunque molto inferiori. E se a questo aggiungiamo -ha proseguito- che entro il prossimo 27 ottobre nomineremo una terna di funzionari, tra cui il direttore generale, che gestiranno in questa fase transitoria le aziende partecipate a titolo gratuito. Pertanto c’è da aggiungere anche il risparmio delle indennità dei compensi dei sette cda attualmente in carica per un ammontare di 650 mila euro che verrà azzerato; si potrà facilmente comprendere come il saldo è totalmente in attivo per il Comune di Catania”.
Allora perché questa conferenza? “Per evitare che il grande lavoro che stiamo facendo, per cui siamo pronti ad accettare tutte le critiche e tutti i suggerimenti, non venga sminuito, non perché quel tipo di lavoro é sicuramente all’optimum, da polemiche infondate su posizioni che non accetto, perché la trasparenza è la prima cosa che questa amministrazione si è imposta”.  Catania e la sua libertà d’informazione sono stati preservati, anche stavolta.