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Tradizione

All'auditorium della Rai
la leggenda di Colapesce


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La leggenda di Colapesce e i miti della tradizione rivivono nei cunti siciliani raccontati all’Auditorium della Rai di Palermo.

Un viaggio fantastico alla scoperta dei riti e delle città costiere dell’Isola, dove è narrata la cattura del pescespada nello stretto di Messina, il rito della “dragunara” a Palermo, la battaglia delle Egadi e dunque la fine del dominio cartaginese per mano dei romani. E poi un dialogo nella città dei templi, ad Agrigento, con Empedocle, un excursus nella grotta detta orecchio di Dioniso del tiranno di Siracusa e lo straziante racconto del dio vulcano Hefesto nella sua officina dentro L’Etna, a Catania.

Dal cuntastorie Salvo Piparo e dalla voce narrante di Francesca Guajana verrà cosi narrata la leggenda di Colapesce, l’uomo – pesce trasformatosi dopo la maledizione lanciata dalla madre, per via del tempo trascorso dal piccolo in mare. Le gesta di Nicola, meglio conosciuto come Cola, sono raccontate in uno spettacolo diretto da Vincent Melo Quartazza.

Secondo la leggenda l’uomo – pesce Cola compì il periplo dell’Isola, alla ricerca di anfratti misteriosi. Una storia che incuriosì anche l’imperatore Federico II, messosi alla sua ricerca proprio per il mito che circonda le capacità natatorie di Cola. Nei suoi viaggi Cola scopre che la Sicilia è sorretta da tre colonne, di cui una pericolosamente incrinata. Nasce così la scelta di sostituirsi con il proprio corpo alla colonna pericolante posta sotto Capo Peloro, un sacrificio necessario per non fare inabissare e sparire nelle profondità marine l’Isola.

A.L.