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Processo "Addiopizzo"

In aula il sottosegretario Mantovano
L'antiracket: "Venga pure il sindaco"


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Per la prima volta nella storia il Commissario straordinario del Governo per il coordinamento delle iniziative antiracket ed antiusura, si constituirà parte civile in un processo di mafia. Il sottosegretario Alfredo Mantovano sarà presente in aula per l'udienza preliminare. Enrico Colajanni, presidente dell'associazione antiracket "Libero futuro" chiede che anche il sindaco, Diego Cammarata, si presenti davanti alla Corte dopo aver annunciato la costituzione di parte civile del Comune di Palermo.

Venerdì prossimo parirà, infatti, nell'aula bunker del carcere ucciardone di Palermo, il processo denominato "Addiopizzo" che vede coinvolti 76 indagati per associazione mafiosa, arrestati in diverse retate della polizia. All'udienza preliminare, che si terrà a porte chiuse, saranno presenti il sottosegretario all'Interno, Alfredo Mantovano, e il prefetto Giosué Mariano che, dopo l'esperienza palermitana, è diventato commissario straordinario antiracket. Al processo, ha annunciato il sindaco di Palermo Diego Cammarata, si costituirà parte civile anche il Comune dopo le pressanti richieste del comitato Addiopizzo. Questo allunga la lista dei soggetti che chiederanno alla corte di essere presenti al dibattimento come parti danneggiate dalla condotta degli indagati. All'associazione comitato Addiopizzo e alla Fai (Federazione della associazione antiracket italiane), infatti, si aggiungeranno anche alcuni dei 24 commercianti che hanno già riconosciuto gli estorsori in fase di indagini preliminari.
Il processo, già ribattezzato come il "Maxiprocesso del 2000", è "esemplare nel rapresentare una fase storica di Palermo – ha detto Enrico Colajannni ad I Love Sicilia - in cui gli imprenditori stanno cominciando a opporsi al pizzo. La presenza dello Stato – continua Colajanni - la dice tutta sull'attenzione rispetto a quanto successo a Palermo negli utlimi tempi. Finalmente anche il comune di Palermo ha deciso di costituirsi parte civile, interrompendo un silenzio durato a lungo. Speriamo che questa scelta non si limiti a questo procedimento e che, invece, si costituisca a tutti i processi per mafia come ha deciso la Provincia. Speriamo – conclude - che questo gesto si accompaganto dalla sua presenza in aula.

"Questa decisione – si legge nella nota del sottosegretario Mantovano - rappresenta un segnale forte del percorso di cambiamento culturale che le istituzioni stanno favorendo con il loro continuo impegno, anche sul piano preventivo, nella lotta alla criminalità organizzata. La presenza dell'onorevole Mantovano e del commissario, prefetto Giosué Marino – continua la nota -, in un procedimento relativo a fenomeni estorsivi che, per dimensioni e capillarità hanno danneggiato non soltanto gli imprenditori ma tutti i cittadini di quella zona del Paese – conclude -, costituisce la testimonianza chiara del ruolo che lo Stato, rappresentante primo della collettività nazionale, intende assumere nella sua azione di contrasto alla criminalità organizzata".