Live Sicilia

Addiopizzo vs Cammarata

“Sia presente in aula
al processo antiracket”


Articolo letto 628 volte

VOTA
0/5
0 voti

addiopizzo, cammarata, commercianti, domenico ciaramitaro, Giammario Masia, mafia, pizzo, processo, racket, Cronaca
“Basta con le chiacchiere. Il sindaco si faccia avanti, il Comune si costituisca parte civile, e si presenti in aula domattina. Ci aspettiamo un segnale da parte delle autorità”. E’ il grido dei ragazzi del comitato Addiopizzo alla vigilia del processo omonimo che vede alla sbarra 76 imputati tra boss, esattori del pizzo e commercianti accusati di favoreggiamento.

Tra le parti civili per la prima volta anche tredici commercianti, il sottosegretario dell’Interno, Alfredo Mantovano, il commissario straordinario antiracket, Giosuè Marino, la Provincia e la FAI. A fianco dei commercianti gli avvocati Salvatore Forello e Salvatore Caradonna che assistono le parti civili, Enrico Colajanni presidente di Libero Futuro e vice presidente FAI. Ecco l’elenco delle aziende: Guajana Ferramenta, bar Paradise, discoteca Villa Partanna, Mad Market, Fabbrica delle Idee, Corecos impresa edile, Costruzioni Di Giovanni, Chifari carrozzeria, discopub Birimbao, Playa Bonita, Biga fabbrica arredamenti, Puccio sala giochi, Renato bar. Un altro commerciante, Durante che lavora nel campo degli impianti elettrici, sarà assistito dai legali di Confocommercio.
“Il cambiamento del clima culturale a Palermo ha senz’altro accelerato il processo di collaborazione da parte dei commercianti – dice Enrico Colajanni –. Su 46 sono 24 quelli che hanno fornito alle forze dell’ordine particolari di rilievo sulle estorsioni, a parte l’identificazione degli esattori”. Di fatto, però, lo dicono anche le diverse indagini che continuano a contrastare il racket, il pizzo a Palermo si continua a pagare. “E’ vero ma il numero registrato di chi ha deciso di parlare è una vittoria altrettanto innegabile, una svolta storica che non deve essere scoraggiata”.
A tutt’oggi dopo due anni dalla prima denuncia sono sette gli imprenditori sotto scorta.  E proprio Giammario Masia della Corecos è stato tra quelli che ha fornito una collaborazione spontanea contro il suo estorsore, Domenico Ciaramitaro.

di Romina Marceca