Live Sicilia

Omicidio Bucaro

Per l'onore della figlia del boss:
ecco il movente dell'assasinio


Articolo letto 953 volte

VOTA
0/5
0 voti

boss dell'Arenella, figlia, gaetano fidanzati, omicidio bucaro, segnalazione, Squadra Mobile, violenze, Cronaca
Volevano difendere l'onore della figlia del boss dell'Arenella, Gaetano Fidanzati. Per questa ragione Giovanni Bucaro sarebbe stato ucciso brutalemente, in via Alberto Rallo, martedì scorso. Ieri sera il gip, Pasqua Seminara, ha convalidato l'arresto delle cinque persone fermate dalla squadra mobile, contestando loro anche la premeditazione.

Secondo quanto riporta l'edizione locale di 'Repubblica', Marco Lipari, Giuseppe e Francesco Tarantino, Luigi Costa e Massimiliano Panci, hannno agito per difendere la figlia del boss che aveva iniziato una difficile relazione con Giovanni Bucaro. A uno di loro avrebbe confessato, in lacrime, le violenze subite da parte dell'uomo e questo è bastato a far partire il commando. I loro volti sono stati tutti ripresi dalle telecamere e, grazie alla segnalazione di un cittadino anonimo sulla vettura con la quale stavano fuggendo, gli investigatori hanno stratto il cerchio sui cinque arrestati.
Loro continuano a difendersi - come riporta il servizio su 'Repubblica' - e, "a mezze frasi si ergono tutti a paladini di una giusta causa". Il più giovane, Marco Lipari (21 anni), spiega di aver raccolto lo sfogo dell'amica, di aver tentato di portare via lo scooter a Bucaro e di avergli dato un paio di ceffoni quando se l'è trovato davanti. Niente più anche perché, secondo il suo racconto, mentre lui stava per andare via è arrivata altra gente. Giuseppe Tarantino e Luigi Costa hanno affermato che si trovavano in una sala giochi quando Lipari gli avrebbe raccontato la storia della sua amica. Così sarebbero partiti per incontrare Bucaro ma negano di averlo colpito con violenza.

La versione fornita dai fermati non convince però gli inquirenti che sostengono, invece, che Bucaro fosse stato attirato lì da un tranello, dalla scusa di un chiarimento. Anche perché "A Palermo non accadono generalmente episodi del genere - sostiene Alfredo Morvillo, aggiunto alla procura di Palermo - i responsabili hanno infierito in maniera pesante anche quando la vittima era ormai a terra". Premeditazione, dunque, per i cinque, secondo quanto formulato dal pm Roberta Buzzolani. Ciò che resta ancora da svelare, a questo punto, è la posizione di Gaetano Fidanzati, 73 anni, ritenuto boss dell'Arenella, che, dopo la scarcerazione, potrebbe aver ripreso appieno il suo ruolo.