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Studenti in agitazione a Palermo
in attesa della votazione del decreto
del ministro Gelmini


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In attesa della votazione domani del decreto Gelmini, la piazza studentesca si mobilita. Blocchi stradali sono stati organizzati per tutta la mattinata dagli studenti delle facoltà universitarie e delle scuole superiori. Traffico paralizzato dalla via Notarbartolo fino a Quattro Canti.

“Segui l’onda selvaggia” questo il nome del movimento, si è spezzato in due cortei e insieme hanno bloccato l’incrocio tra via Libertà e via Notarbartolo e quello tra via Maqueda e via Vittorio Emanuele. In tutto un migliaio di studenti che hanno mandato in tilt il traffico. “Siamo in attesa del voto di domani al Senato – dice Giorgio Martinico del movimento degli studenti – Siamo certi che domani non arriveranno buone notizie dal Senato per cui la nostra protesta proseguirà ancora”. Per ora l’unica facoltà ad essere occupata è quella di Scienze Politiche, ma da domani non è escluso che questa forma di protesta si estenderà ad altre facoltà. “Noi di lettere – dicono gli studenti – abbiamo la sospensione delle lezioni fino al 31 ottobre. Poi decideremo. Anche se domani non ci attendiamo nessuna considerazione dal governo centrale e dalla maggioranza che trasformerà il decreto dei tagli in legge”. La richiesta è chiara. Il governo Berlusconi “deve stoppare quantomeno  il decreto 137, che non è stato ancora approvato, per dare un  segnale di distensione e apertura”. La rete degli studenti  rinnova la richiesta mentre continua anche oggi la protesta degli studenti medi e universitari contro la riforma Gelmini. Manifestazioni di protesta sono previste anche nel pomeriggio. Con lezioni in piazza, manifestazioni e fiaccolate. Gli studenti del Liceo Benedetto Croce a piazza Pretoria hanno organizzato una lezione bianca, tenuta da alcuni professori. In
serata, insegnanti, dirigenti scolastici e genitori dell'istituto elementare Alcide De Gasperi di Palermo hanno organizzato una fiaccolata che dalle 21 si radunerà davanti piazza Giovanni Paolo II, davanti alla direzione didattica della scuola. Al corteo si uniranno i 40 bambini Rom che frequentano regolarmente l'istituto e che si muoveranno con i loro genitori dal campo nomadi della Favorita. Intanto lo scontro sulla riforma della scuola si infiamma anche sul web. I giovani contrari ai cortei e alle occupazioni hanno scelto la piazza virtuale di facebook  per dar vita alla loro controprotesta. Se a Palermo è stata ieri occupata la prima facoltà, quella di Scienze politiche, su Internet proliferano i gruppi come quelli che si sono battezzati “Io voglio studiare” oppure “Occupate casa vostra”. Molti studenti lamentano di temere di non riuscire così a laurearsi nel tempo previsto e di dovere pagare altre tasse. E' scesa in campo pure la Cei che si è scagliata contro quelli che ha definito gli agitatori delle piazze, ma Famiglia Cristina sottolinea che non si può chiamare riforma un semplice taglio della spesa. Non è servito a placare le acque neppure il tentativo del ministro Gelmini di bollare lo sciopero come un vecchio rito e di paragonare la sua riforma alle misure sull'istruzione proposte dal candidato democratico alla presidenza statunitense Barack Obama.

di Ignazio Marchese