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Le pagelle

Nel Lecce brillano gli ex
Fra i rosa in pochi si salvano


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LECCE
Benussi 6,5. Quatto quatto, finché il Palermo dorme. Poi diventa un gatto e para.
Esposito 6,5. Benino sulla fascia. Lo straordinario non è richiesto.
Stendardo 7. Gigantesco. Di randello, più che di fioretto, addomestica i leoni sdentati che passano dalle sue parti. Cavani lo gela.
Diamoutene 6,5. Residuato dell’epopea zemaniana. Fa un figurone, nonostante la propensione allo smarrimento nella selva oscura dei suoi piedi sbilenchi.
Antunes 6,5. Inizia con un ritmo gasato che diventa, col tempo, un più moderato ritmo Ferrarelle.
Giacomazzi 7. Espulso ingiustamente. Condisce la sua fredda vendetta con giocate d’alta scuola, assist del gol compreso.
Ardito 7. Congela Simplicio e tenta qualche sortita, assecondando l’estro e il cognome.
Munari 6. Elegante. Un ballerino russo, capitato per caso in una balera dove si danza il “lissio”.
Caserta 7. Altro ex ossessionato dalla vendetta. Per un tempo sembrano sette fratelli gemelli. Uomo ovunque. (86’ Basta sv)
Castillo 6. Funge da spaventapasseri. Poi, anche i passerotti rosanero lo sgamano.
Cacia 6,5. Un gol, un continuo pellegrinaggio nel deserto del suo attacco. Canta e porta il cilicio. (78’ Vives sv)
All.Beretta 6,5. Lecce Sparagnino e grintoso. Ma non osa quando è il momento.

PALERMO
Fontana 6. Jimmy non fa più i miracoli. Ma non ha nemmeno colpe.
Cassani 6,5 Meno coraggioso nelle uscite. Fa il compitino richiesto dal maestro Ballardini.
Carrozzieri 5. Gioca alle belle statuine nell’occasione del gol salentino. Lui è quello che fa la riverenza.
Kjaer 5. Lui fa la penitenza e la fa fare al Palermo, perdendo le tracce di Castillo.
Balzaretti 5. Si spaventa e non va avanti con costrutto. Ha la mobilità di un pupetto da biliardino.
Guana 5. Vorrebbe essere come Liverani. Invece, è Guana.
(60’ Liverani 6,5. Fabio, per fortuna, è quello che è. Una trasfusione per il Palermo più anemico dell’era Ballardini).
Migliaccio. 5,5. Recita con coraggio la scomoda parte di quello sempre al posto sbagliato. Non è tutta colpa sua. (74’ Succi 5. Si mangia un gol e ride. Mah…)
Bresciano 4. Il canguro non salta più. Nemmeno un uomo. Nemmeno per sbaglio. (67’ Lanzafame 5. Un talento. Sulla parola).
Simplicio 5. Più Monciccì del solito.
Cavani 4,5. Sbaglia tutto. Anche il gol è un tiro sbagliato.
Miccoli 5. Etereo. Impalpabile. Forse emozionato per la panca argentina regalata alle terga del suo idolo Maradona.
Ballardini 5. Ci vede meglio con gli occhiali da sole.