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Ato rifiuti, riforma morbida
E la giunta sblocca
la Circumetnea


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Oltre 200 milioni per la Circumetnea, un ddl per chiedere al Parlamento nazionale di assegnare direttamente alla Regione i beni confiscati alla mafia e una riforma molto morbida degli Ambiti territoriali ottimali per i rifiuti. Seduta ricca quella di oggi pomeriggio, per la giunta regionale: la prima ricaduta diretta delle decisioni di oggi sarà l'apertura, entro il primo semestre del 2009, dei cantieri di Nesima-Misterbianco e Stesicoro-Aeroporto della linea ferroviaria suburbana catanese, per la quale sono stati sbloccati 213 milioni e 810 mila euro provenienti dal Cipe sotto forma di anticipazione dei Fondi per le aree sottoutilizzate. Adesso, però, la proposta della Regione dovrà essere approvata dal ministero dello Sviluppo economico, per un impegno che dopo Catania vede Palermo nel mirino: “Così come abbiamo lavorato per Catania – specifica il governatore Raffaele Lombardo – la Regione al capoluogo l’impegno per la realizzazione della metropolitana”.

Ma se da un lato la Regione incassa dallo Stato, dall'altro chiede: con il disegno di legge voto – una prerogativa prevista dallo Statuto regionale, in parole povere una norma con la quale l'Ars può chiedere al Parlamento nazionale di approvare o modificare una legge statale – il governo chiede che i beni confiscati alla mafia siano devoluti direttamente alla Regione, e non allo Stato come avviene adesso. “Alla Regione – commenta l’assessore alla Presidenza Giovanni Ilarda, che ha proposto il ddl – è stato richiesto il pagamento di un canone di affitto di oltre tre milioni di euro l’anno per due immobili confiscati e usati come uffici regionali. I beni confiscati alla mafia devono restare in Sicilia come ristoro del danno che l'Isola ha subito”.Meno dirompente di quanto si poteva prevedere, invece, è la riforma degli Ato: il ddl varato dalla giunta, infatti, prevede sì che resti in piedi solo una società di gestione dei rifiuti per provincia, riducendo gli sprechi, ma poi apre numerose maglie. Ad esempio potranno restare in vita gli Ato che hanno raggiunto i risultati fissati all'inizio, mentre un Ambito territoriale ottimale extra riguarderà le isole minori e altri tre potranno essere attivati su richiesta per le città di Palermo, Catania e Messina. Per i tagli c'è sempre tempo.