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"L'uomo che ama",
Favino e la Bellucci
diretti dalla Tognazzi


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L’amore e le sue complicazioni viste dalla parte di un uomo. Un grande Pierfrancesco Favino rivela la forza e la fragilità degli uomini di oggi, che soffrono per amore nel nuovo film di Maria Stella Tognazzi, “L’uomo che ama” con Ksenia Rappoport e Monica Bellucci nel cast e la colonna sonora di Carmen Consoli.

Nella sala Grill di Villa Igiea a Palermo, l’hanno presentato la regista e il protagonista Pierfrancesco Favino. La pellicola, in programmazione nelle sale cinematografiche dal 24 ottobre, ha inaugurato il Festival del cinema di Roma. “L’uomo che ama racconta” la fatica di una storia che finisce, la pena del distacco e l'inevitabile autocombustione di un sentimento.
Torino, oggi. Roberto (Pierfrancesco Favino), non ancora quarantenne, vive due storie d’amore diverse in due momenti differenti. Con Sara (Ksenia Rappoport), manager in un albergo del centro, e con Alba (Monica Bellucci), che si occupa di allestimenti in una galleria d’arte contemporanea. Il gioco dell’amore lo porta a ricoprire nelle due storie ruoli opposti, a sperimentarne sia la dolcezza sia la crudeltà, e sopra ogni altra cosa la forza prepotente di un sentimento a cui nessuno riesce a resistere. Roberto cerca risposte nelle vite e nelle esperienze altrui, nelle parole di suo fratello (Michele Alaique), nelle vicende della dottoressa con cui lavora (Marisa Paredes), nei racconti dei genitori (Piera degli Esposti, Arnaldo Ninchi). Ma, se davvero esiste, la verità sull’amore è lì, negli occhi delle sue donne che lo guardano, nelle parole che si ripetono, nei momenti d’amore, negli inevitabili addii. La risposta che Roberto cerca è nel rischio della vita, nell’imprevedibilità degli eventi, nel sapere che tutto può finire, senza per questo rinunciare ad amare.
“Ho voluto parlare dell’amore visto con gli occhi di un uomo. Solitamente si racconta delle donne che soffrono per la fine di una storia. – dice Maria Sole Tognazzi – Invece non è così. Anche gli uomini possono piangere, disperarsi e soffrire, magari lo fanno in modo differente da noi, ma lo fanno.”
“Ho subito pensato a Pierfrancesco come protagonista – continua la regista – perché incarna perfettamente l’uomo affascinante che sembra non dover essere toccato dalla sofferenza d’amore. E invece, anche quelli che sembrano sicuri e forti, soffrono di più.”
“Roberto, il mio personaggio, non è diverso dagli uomini di oggi – dice Favino – del resto, tutti abbiamo sofferto quando siamo stati lasciati e tutti noi abbiamo lasciato. Ho soltanto dato voce a ciò che un uomo prova quando ama e a ciò che prova quando questo amore finisce. Ho dato voce ai sentimenti di noi uomini che spesso non dimostriamo”

di Valeria Galatolo