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Alitalia, voli regolari
Protesta in città


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 Voli regolari. Check in aperti. Nessun disagio questa mattina all'aeroporto Falcone Borsellino. La protesta si è spostata a Palermo. dove i dipendenti Alitalia hanno organizzato un sit in piazza Pretoria. Chiedono interventi alla politica per scongiurare il licenziamento di oltre 170 lavoratori. Una delegazione è stata ricevuta a villa Niscemi dal sindaco Diego Cammarata. “Oltre il danno la beffa. Palermo in un solo colpo è penalizzata due volte. Oltre al licenziamento di oltre 170 dipendenti – dice Carmelo De Caudo segretario regionale della Cgil – è stato deciso il declassamento dell’aeroporto di Palermo da commerciale a turistico.

Il piano del governo prevede quattro anni di casa integrazione speciale per i dipendenti licenziati e tre anni di mobilità. Una soluzione positiva per chi deve essere accompagnato alla pensione. Una tragedia per chi si troverà fuori dal mondo del lavoro”. I lavoratori e gli stagionali vivono nella paura di perdere il posto di lavoro. “Sono da Alitalia dal 1996 – dice Michele La Rosa  – L’azienda ci ha chiesto sacrifici. Turn-over, flessibilità. Pur di lavorare abbiamo accettato tutte le condizioni vista la crisi del settore dei trasporti aerei. Adesso ci chiede pure il posto. Si è fatto un gran parlare dei nostri stipendi. Io sono un part-time e percepisco 900 euro lorde. Solo con quattro figli a carico il mio stipendio arriva a 1200 euro sempre lorde. Non siamo noi a pesare sulle casse dell’azienda”. Il futuro nerissimo per i precari. “Siamo certi che saremo noi i primi a perdere il posto di lavoro – dice Nunzio Vitale precario dell’Alitalia –. Anche se lavoriamo da sei sette anni come stagionali nell’azienda quelli meno tutelati di tutti siamo noi”. Assieme ai dipendenti Alitalia in piazza  ci sono gli operatori del call center Alicos. Anche loro non sanno se a dicembre continueranno a lavorare. “Non ci hanno comunicato nulla dall’azienda – dice Pietro Romano lavoratore e dirigente sindacale - e questo non è un buon segnale. Come lo scorso mese ci hanno detto che hanno liquidità solo per questo mese. Poi non si sa. Un Natale tristissimo per 1700 operatori del call center che rischiano il posto”. Mentre a Punta Raisi c'è chi il posto di lavoro lo ha già perso. Sono le quattro lavoratrici di Meridiana che si occupavano della biglietteria. “Siamo legate ad una promessa di Gesap per una possibile assunzione – dice Maria Valentina Catalana dal 31 luglio licenziata –. Non ci resta che sperare”.

di Ignazio Marchese