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Persi 50 posti di lavoro

Bloccati i fondi di Sviluppo Italia
Chiude la Metalmeccanica Meridionale


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 La Corte Costituzionale blocca i fondi di Sviluppo Italia per la ristrutturazione delle aziende in crisi e questo fa le prime vittime eccellenti nella nostra regione. Chiude i battenti, infatti, la Metalmeccanica Meridionale, un’azienda da oltre ottanta anni nel settore. L’azienda è stata per più di trent’anni fornitrice dell’Enel per la costruzione di componenti per Centrali Termoelettriche  e sostegni a traliccio zincati, detenendo anche, il 90% del mercato italiano.

A gennaio di quest’anno, la Metalmeccanica aveva fatto richiesta di accedere al fondo per la ristrutturazione ed il salvataggio delle aziende in crisi, costituito dal Ministero dello Sviluppo Economico e gestito da Sviluppo Italia. Ad aprile, però, è arrivata una comunicazione del ministero dello Sviluppo Economico che informava che la Corte Costituzionale aveva dichiarato l’illegittimità della legge, nella parte in cui non prevede che i poteri del CIPE (Comitato interministeriale per l’economia) di determinazione dei criteri e modalità di attuazione degli interventi di cui al fondo, per il salvataggio e la ristrutturazione delle imprese in difficoltà siano esercitati d’intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome”. Risultato: fondo bloccato, la Metalmeccanica Meridionale ha annullato le commesse in portafoglio ed ha portato i libri in tribunale.  E’ stata così spezzata una tradizione imprenditoriale che durava da cento anni e si sono persi cinquanta posti di lavoro.
Fiore all’occhiello delle aziende siciliane, la Metalmeccanica Meridionale  era riuscita a superare la crisi  del settore della fine anni novanta, dovuta aalla privatizzazione dell’Enel. La Metalmeccanica, negli ultimi anni, si era diversificata nel settore della Carpenteria pesante, in particolare  nella costruzione di Macchine per Centrali Elettriche. Anche in questo settore gli effetti della globalizzazione hanno fatto sentire il loro peso. Dovendo competere con le aziende dell’est Europa, o addirittura con Cina e India, la Metalmeccanica si è trovata schiacciata da un lato dai prezzi di acquisizione delle commesse sempre più bassi e dall’altro dall’elevato costo delle materie prime, dei trasporti e del lavoro. Tutti fattori che se in un mercato globale non hai  la forza  finanziaria adeguata, ti travolgono con inevitabili perdite d’esercizio.