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Il capitano rosanero

Liverani suona la carica:
“Siamo belli e con l'anima”


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Dopo Maurizio Zamparini la parola ripassa ai protagonisti sul campo e il giorno successivo alla sfuriata del patron è il capitano Fabio Liverani a presentarsi davanti ai microfoni dei giornalisti.  “Ho letto e sentito le sue dichiarazioni - spiega il centrocampista -. Sappiamo che il presidente è così, ha le sue idee e i suoi modi di esprimerle. Ci tiene a far bene, vuole che la squadra si esprima ai massimi livelli. La sua disamina della partita può essere più o meno condivisibile, ma va accettata: il rispetto dei ruoli è fondamentale”.

Al centro delle accuse del presidente il tecnico Davide Ballardini, colpevole a suo dire di non riuscire più a spronare adeguatamente la squadra e di fare pochi cambi. “Ballardini da quando è arrivato ha fatto un ottimo lavoro, recuperando giocatori come Bresciano e Simplicio - spiega Liverani - ha utilizzato il modulo ideale per questa squadra. Non credo che abbiamo raggiunto risultati così negativi: ci mancano due o tre punti, ma 16 punti non sono un bottino disprezzabile. In più, le altre squadre si conoscono da più tempo: tireremo le somme al girone d’andata, se saremo lontani il tempo dei processi arriverà. Ma non credo sarà il caso del Palermo. Non mi sembra che siamo stanchi o corriamo poco: magari siamo stati poco incisivi, ma non si può sempre fare il massimo in tutte le partite”.
La squadra è stata accusata da Zamparini di avere avuto poca grinta nelle ultime giornate. “Non credo, abbiamo fatto una buona partita, siamo mancati solo negli ultimi 25-30 metri: se avessimo pareggiato 0-0 non sarebbe successo tutto questo. Questa squadra ha lavorato per due mesi e mezzo con un allenatore e ha cambiato in corsa: ha 16 punti, quattro in meno di Genoa e Fiorentina, che obiettivamente a luglio per motivi diversi partivano con un leggero vantaggio. Delle difficoltà ci possono essere, ma secondo me partita dopo partita non abbiamo fatto male.
Non è vero che non abbiamo attributi, questa squadra ha un’anima, ha un obiettivo: tutti vogliamo toglierci grandi soddisfazioni, il presidente ha solo voluto spronarci. Non lo leggiamo come una mancanza di stima, anche perché sappiamo che ci considera come figli. Sappiamo se abbiamo giocato bene o no, capita di parlare tra di noi per correggere gli errori. Lo abbiamo sempre fatto, specialmente dopo il cambio di allenatore, che ci ha ulteriormente responsabilizzati. Io ho fiducia e penso che questa squadra possa assestarsi tra le prime otto. Cosa dirò alla squadra da capitano? Il capitano non e’ il papà di nessuno, è una persona che rappresenta la società. Poi è un giocatore come gli altri, non mi sento più importante solo perché ho la fascia. C’è rispetto reciproco con tutti e ci confrontiamo giornalmente, sia che si vinca sia che si perda. E con l'Inter faremo una grande partita".