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Fotografia

“Fare verde farebbe”
l'ambiente in 27 foto
al 'Montevergini'


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associazione fotografica, imago, Maricetta Cardamone, montevergini, “Ats Spazio zero”, “Fare verde farebbe”, “La Casa dei Flickeriani di Palermo e dintorni”, Cultura e Spettacolo
Rifiuti, incendi, strade, alberi, mare. Sono alcune delle forme scelte da un gruppo di fotografi che ha immortalato in 27 scatti l’ambiente e il suo rapporto con la città di Palermo.

Un concorso organizzato dall’associazione fotografica Imago fondata nel 1988 e aderente alla federazione italiana associazioni fotografiche), in collaborazione con “La Casa dei Flickeriani di Palermo e dintorni”. Gli scatti d’autore sono esposti al Montevergini in una mostra dal titolo “Fare verde farebbe” che sarà aperta al pubblico fino a sabato. Scopo della manifestazione è contribuire a sensibilizzare il pubblico sui temi dell’ambiente, dell’inquinamento e delle energie alternative. Una commissione formata dai giurati Salvo e Dodo Veneziano, Giuseppe Sinatra, Giovanna La Bua e Max Aquila ha premiato con un abbonamento alla stagione teatrale del Montevergini i vincitori del concorso. Ad aggiudicarsi il riconoscimento sono stati, a pari merito, Maricetta Cardamone e Carlo Columba.

Ogni candidato doveva interpretare con una coppia di foto il tema dell’ambiente aiutandosi con una serie di tag, cioè parole chiave, elencati on line sul sito della Casa dei Flickeriani. Entrambe le foto dovevano presentare una coerenza stilistica e tematica. L’inquinamento, l’armonia, il degrado, l’eco-sostenibilità, e le energie rinnovabili sono state alcune delle forme scelte dai partecipanti. Carlo Colomba, uno dei vincitori della manifestazione, ha scelto l’ambiente ferito, fotografando gli incendi boschivi avvenuti lo scorso giugno a Pizzo Sella e Capo Gallo. Maricetta Cardamone si è ispirata invece alla “Natura che nasce dall’energia e all’energia che nasce dalla natura”. Studentessa di Lettere all’università di Palermo, Maricetta si è accostata da autodidatta alla fotografia e ha scoperto questa passione un anno e mezzo fa.

La mostra si è aperta con uno spettacolo musicale dell’ ”Ensemble Betsheba”, un gruppo di artisti fondato dai fratelli Messina nel 1990 e che ha eseguito brani musicali di Kurt Weill, Jacques Brel e Astor Piazzolla. Di seguito, la compagnia “Quartiatri” ha messo in scena, in collaborazione con “Ats Spazio zero”, uno spettacolo teatrale raccontato, in italiano e dialetto, da Pino, un uomo ucciso per sbaglio dalla mafia. Pino appare in sogno al cugino al quale affida dei fatidici numeri del lotto per tentare la fortuna. Un pretesto per rievocare l’infanzia perduta e ripercorrere un’intera vita: “Sono morto per sbaglio, mi sono sposato per pititto, ho avuto tre figli per sbaglio – dice il personaggio - L’amore è un lusso che non ci siamo mai permessi”.

L’ambiente violato dalla mafia, i luoghi dimenticati del Sud e della Sicilia sono attraversati da un corteo che durante lo spettacolo cerca di far riaffiorare alla memoria il ricordo dei bambini uccisi dalla mafia “colpevoli solo d’esser nati”. “Ci vorrebbe un vento per spazzare via le strade di Palermo – dice Pino - un vento che porti via i chili di tritolo, i documenti segreti bollati”.

La mostra sarà aperta al pubblico dalle 17 alle 22 e a breve verrà fatto un catalogo con le foto esposte.