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Manifestazioni di domani

Dipendenti pubblici e studenti
invaderanno le strade di Palermo


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In Sicilia si fermeranno domani i lavoratori del pubblico impiego per lo sciopero generale proclamato dalla Funzione pubblica Cgil contro il protocollo Brunetta sui rinnovi contrattuali. La protesta coinvolgerà statali, dipendenti della sanità pubblica e privata, degli enti locali, del parastato e regionali. A Palermo si svolgerà inoltre una manifestazione a carattere regionale per la quale è previsto l'arrivo di 40 pullman da tutte le province. Sempre domani saranno in piazza nel capoluogo siciliano studenti delle medie superiori, ricercatori e studenti e lavoratori dell'Università che protestano contro la riforma che li riguarda e i due momenti di lotta, quelli del pubblico impiego e quelli del mondo dell'istruzione, si unificheranno.

Il corteo del pubblico impiego partirà da piazza Politeama, alle 9.30, e incontrerà a piazza Croci con quello degli studenti. Un altro corteo proveniente da viale delle Scienze si unirà agli altri due a piazza Bologni, dove è prevista la fase conclusiva della manifestazione con il comizio del segretario generale nazionale della Funzione pubblica Cgil, Carlo Podda. "Lo slogan che abbiamo scelto per domani - ha detto Michele Palazzotto, segretario generale della Funzione pubblica Cgil, presentando in una conferenza stampa l'iniziativa – è emblematico: 'Insieme per il futuro del paese'. Lavoratori del pubblico impiego, dell'Università, della ricerca e studenti vogliono infatti insieme contrastare tagli non necessari, una politica redistributiva del governo in favore dei più abbienti, la cancellazione delle prospettive future per i precari e per i giovani. Sono tutti argomenti - ha aggiunto Palazzotto - che pesano ancora di più in una Sicilia dal tessuto economico fragile, con la gran parte delle famiglie monoreddito, con un alto tasso di disoccupazione".

La Fp Cgil definisce "accordo truffa" l'intesa sul pubblico impiego siglata dal governo e dagli altri sindacati il 30 ottobre, al cui riguardo intende promuovere un referendum tra i lavoratori. "La raccolta di firme partirà già domani - ha assicurato Palazzotto - e contiamo di raccoglierne almeno un milione in tutto il paese". Dell'accordo la Fp contesta tra le altre cose un aumento in busta paga di 40 euro "la metà dell'inflazione reale", l'assenza di risposte ai 57 mila precari del pubblico impiego "che a giugno 2009 saranno licenziati", la mancanza di un disegno riformatore della pubblica amministrazione.
La Fp parla inoltre di "clima di svolta autoritaria che si manifesta anche col tentativo di cancellare il ruolo del sindacato". "Il protocollo Brunetta - ha osservato Palazzotto - prevede in assenza di accordo la distribuzione al 31 dicembre del 90% delle risorse disponibili, cosa che vanificherebbe qualsiasi trattativa successiva".

Nel corteo di domani ci saranno anche i regionali. Secondo la Fp, infatti, "le mosse del governo nazionale - ha affermato Enzo Abbinanti, della segreteria regionale Fp - rischiano di influire negativamente anche sulla riforma dell'amministrazione regionale che la Cgil sollecita da tempo al governo Lombardo". Si fanno ovviamente più aspri anche in Sicilia i rapporti tra la Fp Cgil e le altre sigle sindacali. Mentre a Roma la Fp ha chiesto l'intervento della commissione nazionale di garanzia per il diritto allo sciopero contro "manovre al di là della decenza, come quella di convocare assemblee in concomitanza dello sciopero di domani", la Fp regionale denuncia "tentativi di ostruzionismo anche in Sicilia", anche se assicura che "per quello che sono le trattative a livello regionale - ha sostenuto Palazzotto - come è costume del nostro sindacato continueremo ad attenerci al merito delle questioni senza atteggiamenti pregiudiziali".