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Sequestrate 5 società a Gela


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Quote sociali di sei società per un valore complessivo di circa 5 milioni di euro è il risultato di un sequestro preventivo che la squadra mobile di Trapani e la guardia di finanza di Gela hanno messo a segno stamattina, eseguendo un provvedimento di misura cautelare reale emessa dal gip di Trapani, Piero Grillo.



Il provvedimento, che riguarda l’Andromeda snc, la Universal Games Srl, la Net Service Srl, la Slomatica Srl, la Coba International sas e la Game Inside Srl, si inserisce nell’ambito di una attività di indagine nel campo della cosiddetta “polizia di giochi”, culminata nell’operazione “Dino” del marzo scorso.

In quella occasione, gli investigatori avevano accertato l’esistenza a Trapani di una organizzazione che sarebbe dedita alla gestione di dispositivi elettronici da gioco alterati per eludere i controlli dei Monopoli di Stato.
Secondo gli inquirenti, le apparecchiature alterate e i materiali funzionali all’attività di alterazione provenivano da Gela dove, in particolare, le indagini portavano a Orazio Brigadieci, agli arresti domiciliari dal marzo scorso e socio della “Società Universal Games Srl” e della “Andromeda snc”.
Secondo gli investigatori, tali società - che si occupano di noleggio, assemblaggio, montaggio, assistenza e vendita di videogiochi e apparecchiature da gioco - sarebbero il punto di riferimento in Sicilia e nell’Italia meridionale per la fornitura di apparecchi elettronici da gioco e già a marzo erano state sottoposte a sequestro probatorio perché al loro interno sarebbero state rinvenute apparecchiature elettroniche da gioco contraffatte con schede clonate.
Nel corso dell’attività di perquisizione, peraltro, erano stati sequestrati anche alcuni apparecchi elettronici “multi gioco”, provvisti di un doppiofondo in cui veniva nascosta una seconda scheda clonata che consentiva la truffa ai danni dello Stato.
I dispositivi da gioco alterati, inoltre, sarebbero stati rinvenuti negli spazi operativi adibiti alla normale attività di produzione ed assemblaggio delle macchine da gioco e ciò ha indotto gli inquirenti a ritenere “che le società in questione – si legge in una nota diffusa dalla squadra mobile di Trapani - svolgessero un’attività strumentale alla produzione e distribuzione su larga scala di apparecchi elettronici da gioco contraffatti”.

Dalle indagini delle Fiamme gialle, poi, sarebbe emerso il filo rosso delle sei società, tutte riconducibili al medesimo gruppo imprenditoriale gestito direttamente da Brigadieci, da suoi congiunti o da suoi dipendenti in altre società. E l’uomo non avrebbe interrotto le sue attività con gli arresti domiciliari. Secondo gli organi investigativi, infatti, la gestione sarebbe stata trasferita proprio nella sua abitazione.