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Targhe alterne

Manuale di sopravvivenza


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In questi giorni di crisi economica, di Palermo calcistico depresso e di cattivo tempo, una sola domanda risuona per le vie e i vicoli della città: scusa, ma tu ci hai capito niente delle targhe alterne? E la risposta è quasi sempre una sconsolata apertura alare delle braccia. No, non ci ho capito una mazz… Di chi è la colpa di questo evidente difetto di comunicazione? Noi siamo sicuri che il provvedimento sia stato scritto in punta di penna, con uno stile chiaro e accattivante.

Dunque, biasimo per i cittadini che si ostinano a non volere comprendere gli sforzi della squadra di cervelli addetti al traffico, freschi della bella prova della Ztl. Eppure, il problema resta. Lunedì cominciano le targhe alterne. Molti automobilisti scenderanno per strada del tutto ignari, o saranno convinti di essere nel giusto, pure davanti alle (sacrosante, sacrosante) contestazioni dei vigili. Forse sarebbe meglio inviare un contingente di caschi blu per reprimere i focolai di protesta e le sommosse popolari. Nel nostro piccolo, essendo amanti della pace sociale, ci limitiamo a fornire nove punti di un manuale di sopravvivenza.
1) Non uscire di casa mai più.
2) Uscire, ma a piedi, con circospezione e per percorsi non superiori ai dieci metri.
3) Trasferirsi in Burkina Faso. Lì, le targhe alterne non ci sono.
4) Prendere la macchina, però sempre accompagnati da un avvocato puntiglioso con piranha da combattimento al seguito.
5) In caso di infrazione e successiva contestazione, fingere un attacco epilettico (cosa abbastanza naturale visto lo stato dei nervi dopo un giretto in centro).
6) Al cospetto del vigili, fingere di essere sordomuti come Bud Spencer in un celebre film.
7) Recitare all’inflessibile tutore della polizia municipale il monologo dello zio di Johnny Stecchino sul traffico. Magari si commuove
8) Mostrare al suddetto le puntate precedenti dell’Agenda di Dieguito  e scappottare mentre quello si spancia dalle risate.
9) Auguri e che la Marmitta sia con voi.