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Lascia una figlia

Si uccide a Canicattì
Non aveva un lavoro


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agrigentino, anna francorsi, canicattì, disoccupazione, funerali, lavoro, sicilia web, suicida, tabaccheria, Cronaca
Il titolo è già bello e fatto. Lo chiameranno: “Dramma della disperazione a Canicattì”. E liquideranno la faccenda in poche righe. Il suicidio mette paura, per questo non se ne parla quasi mai sui giornali. Un terrore carsico che simula il rispetto. Ma, stavolta, in questa storia che proviene dall'Agrigentino, non c'è solo il suicidio. Ci sono i riflessi delle patologie del nostro tempo. Una è la “pazzia” di chi decide di togliersi la vita, l'altra è la mancanza di reddito che rende ancora più friabile la disperazione. Un uomo, G. S., di 38 anni, si è dunque ucciso lanciandosi dal quinto piano dell'ospedale "Barone Lombardo" di Canicattì. È salito fino all'ultimo gradino e si è lanciato nel vuoto. Alla base della sua decisione – scrive La Sicilia Web - alcuni problemi economici e la mancanza di lavoro. La vicenda sembra terribilmente semplice. L'uomo aveva precedenti penali. Nel 2004 aveva rapinato una tabaccheria a Canicattì e davanti al giudice si era giustificato dicendo di averlo fatto per la mancanza di soldi, per acquistare il latte alla propria bambina. Il magistrato che si occupa del caso, il pm Anna Francorsi, ha disposto la restituzione della salma alla famiglia per i funerali. Un ultimo e tardivo gesto di pietà.