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musica

Il siciliano Kaballà
nel cd ispirato
alle poesie di papa Wojtyla


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Trasformare in canzoni le poesie di Karol Wojtyla. E’ lo scopo dell’ambizioso progetto voluto dal tenore spagnolo Placido Domingo e al quale ha partecipato un artista siciliano, Pippo Rinaldi, in arte Kaballà.

La raccolta, presentata in giro per il mondo, è ora disponibile nel cd “Amore infinito”, nel quale diversi autori, nazionali e internazionali, si sono cimentati nello sforzo di comporre melodie altamente evocative ispirate alle riflessioni di Giovanni Paolo II. Un progetto che per anni ha impegnato anche il figlio di Placido Domingo. Il tenore interpreta 12 canzoni dell'album.

“Mi considero più una sorta di levatrice che ha fatto nascere quattro canzoni – ha detto Pippo Rinaldi - conservandone il senso profondo con un intervento creativo e tecnico”. Rinaldi racconta di essersi accostato al progetto con “timore reverenziale verso uno dei papi che ha segnato la storia e che aveva una forte vocazione letteraria”. La complessità dell’operazione era “tradurre in canzoni opere letterarie così intrise di spiritualità, dove si descrive la natura, la madre, le riflessioni filosofiche”, aggiunge l’artista. Sono nate così “La tua semplicità”, duetto con il tenore americano Josh Groban e “Risuona anima mia” su musiche di Antonio Galbiati. E ancora, “Madre”, su musica di Maurizio Fabrizio e “Canto del sole inesauribile”, duetto con Andrea Bocelli con la musica di Fio Zanotti.

Da artefice del testo siciliano della serenata cantata da Al Pacino nel “Padrino III” ad autore di alcuni brani di “Amore infinito”, Kaballà ha lavorato con artisti come Mario Venuti, Eros Ramazzotti, Carmen Consoli e Raf. Vive a Milano e confessa di avere un “rapporto di amore/odio con la Sicilia, madreterra piena di dolori e problemi eppure affascinante”. Con la propria terra d’origine continua comunque a mantenere vivo il legame artistico e culturale con lo spettacolo acustico “Viaggio immaginario nella Sicilia della memoria”, dove coniuga musica, poesia e letteratura.