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Palermo

Imprenditori denunciano
In cella l'uomo del racket


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Dopo alcuni segnali negativi - la colla nei lucchetti, le polemiche dei giorni scorsi - l’antiracket a Palermo torna a battere un colpo. Due imprenditori denunciano un tentativo di taglieggiamento e il presunto estortore finisce in cella. I poliziotti della Sezione Criminalità Organizzata della Squadra Mobile di Palermo hanno arrestato il pregiudicato Gioacchino Morisca, 64, anni.

L’uomo è accusato di tentata estorsione continuata, in concorso, aggravata dalle modalità di intimidazione.
L’arresto è stata la conclusione di una intensa attività d’indagine dei poliziotti della Squadra Mobile di Palermo scattata a seguito delle denunce di due imprenditori di Resuttana, che si sarebbero stancati di subire danneggiamenti e minacce. In un caso, dopo le minacce, i lucchetti e la serratura di un’apertura automatizzata, sono stati danneggiati dall’attak: la classica firma del pizzo. Morisca – secondo gli inquirenti - in più di una occasione si è presentato presso i due operatori economici “indirizzando esplicite minacce e formulando richieste di denaro in cambio della cosi detta messa a posto”. Il pregiudicato sarebbe vicino a Cosa Nostra, vicino, in particolare, ad esponenti delle famiglie mafiose di Tommaso Natale e San Lorenzo ricadenti nel mandamento controllato dai boss Lo Piccolo.
I due imprenditori, comunque, non si sono scoraggiati ed hanno segnalato alla Squadra Mobile le minacce ricevute, consentendo ai poliziotti di individuare l’estortore che, tra l’altro, si caratterizzava per l’uso di un parrucchino, particolare anche questo che è risultato utile per la sua individuazione. Il questore Alessandro Marangoni ha sottolineato l’importanza della collaborazione tra commercianti e polizia in tema di estorsione: “ Mi auguro che Palermo - ha dichiarato – possa diventare sempre più laboratorio di sinergie vincenti tra società civile ed Istituzioni sul fronte del contrasto al crimine organizzato”.