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Canicattì

Furti e traffico di armi
Undici ordini di custodia


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I carabinieri della compagnia di Canicatti' stanno eseguendo 11 ordinanze di custodia cautelare in carcere, disposte dal gip del Tribunale di Agrigento, nei confronti di altrettanti cittadini provenienti dalla ex Jugoslavia, ritenuti responsabili a vario titolo di appartenere ad un'associazione a delinquere finalizzata alla commissione di furti in appartamento, ricettazione e traffico di armi. Altre tre persone sono state denunciate a piede libero.

L'operazione ha permesso di smantellare una pericolosa organizzazione costituita da stranieri provenienti dalla Serbia-Montenegro, dedita ai furti in abitazione, allo scopo di reperire quantitativi di oro e gioielli. Il ricavato della vendita della refurtiva, una volta ricettata, veniva reinvestito nella compravendita di fucili mitragliatori "Kalashnikov". In carcere sono finiti Nedeliko Nikolic, 38 anni, Nomcilo Jovanovic, 38 anni, Mileta Novakovic di 35 anni, Dorde Novakovic di 40 anni. I provvedimenti sono stati notificati in carcere, invece, a Zivan Todorovic, 31 anni, Sasa Dimic, 26 anni, Zvonko Lazic di 32 anni e Franko Ahmetovic di 43 anni, che si trovavano gia' detenuti per altra causa. Altri tre indagati vengono ancora ricercati, si sarebbero resi latitanti. Tra le persone denunciate un palermitano ed un nisseno.
I carabinieri hanno fatto luce su un'organizzazione con ramificazioni in tutta Italia, ma che, in particolare, operava in Sicilia. Gli investigatori hanno accertato che i componenti della banda operavano i furti in tutte le province dell'Isola, dal trapanese al ragusano, concentrandosi nell'agrigentino e nel palermitano.
L'attivita' di indagine e' stata condotta anche attraverso intercettazioni telefoniche e ambientali, rese difficoltose dal fatto che gli indagati usavano, ovviamente, la loro lingua natale per comunicare tra loro.
Grazie all'aiuto di interpreti, pero', i militari sono riusciti ad identificare gli odierni arrestati.

I carabinieri hanno cosi' scoperto che alcuni personaggi piu' carismatici e da piu' tempo sul suolo italiano reclutavano nei paesi di origine giovani "reclute" da affiancarsi nella commissione dei delitti, mentre altri indagati, come ad esempio il Nedeliko Nikolic, si occupavano del trasporto della refurtiva a Palermo per la vendita presso negozi di compravendita di oro usato, per poi, una volta in possesso del denaro, effettuare acquisti e successive rivendite di "Kalshnikov". Nikolic, inoltre, si sarebbe occupato anche di altre attivita' logistiche, quali il recupero dei compagni eventualmente rimasti a piedi a seguito del fermo e conseguente sequestro del veicolo usato da parte delle forze dell'ordine, o l'occultamento della refurtiva.