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intervista impossibile 1

L’anno vecchio:
“La Sicilia è un cannolo”


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Zoppica, si lamenta, trema ad ogni passo. L’anno vecchio è pronto a lasciare spazio al nuovo. E sembra davvero ce ne sia bisogno. Si siede. Non ci guarda nemmeno. Allunga la mano, stropicciando una guantiera.

Anno vecchio, ci siamo, sta per andarsene. Qual è l’immagine che porterà con sé dalla Sicilia?

“Ecco (mastica, ndr), se devo scegliere un’immagine è proprio questa qua”.

Ci sbatte davanti al naso il mezzo cannolo addentato poco prima. Ne è rimasta una porzione, ha la forma dell’Isola. Un’isola colma di ricotta.
“Questa è la Sicilia. È un cannolo. È croccante fuori, devi addentarla per entrarci. Ma poi, c’è la ricotta, siete voi, gente della Sicilia. Dolci, certo, ma con quella scorza d’arancia che vi rende ognuno di voi anche un po’ aspro”.

Un po’…agrodolce…
“Sì, bella battuta. Perché invece di fare il giornalista non provava col Bagaglino? Comunque, giusto per accennare alla soap, ho letto che la Regione la vuole diversa, la vuole migliore. Non si è capito bene come. Ma sa cos’è? Il problema, qui, è sempre lo stesso”.

E quale?
“È capire davvero questa terra. Impazzire come lei. Ci faccia caso, un presidente della Regione viene condannato per favoreggiamento. E il problema non è più che un governatore riceve una condanna pesante. È un altro: è il comma. È quella parola attorno alla quale fate girare tutto: o è mafia o non è mafia. Non è un caso che venga immortalato con le mani su un vassoio di cannoli. Quella è la Sicilia. E su quel vassoio si gioca e si risolve tutto: o è mafia o non lo è”.

Al di là di ogni considerazione, però, è da sottolineare come nonostante la condanna e le dimissioni di Cuffaro in Sicilia nel “suo anno” abbia vinto ancora il centrodestra.
“La differenza tra sinistra e destra in Sicilia è solo una: a sinistra si ‘aggaddano” prima delle elezioni. A destra solo dopo aver vinto. I primi sono filosofi. I secondi imprenditori”.

A proposito delle divisioni nella maggioranza, quale pensa sarà il cammino dell’esecutivo?
“Non mi interessa. Chiedetelo a chi viene dopo di me. Una cosa è sicura. Il potere si sposta sempre più verso Oriente. E si sa che, più vai a Oriente, più comunisti trovi con cui metterti d’accordo”.

Cambiamo discorso. Il 2008 è stato l’anno della grande crisi dell’economia. Crisi che si è vista chiaramente anche tra i siciliani. Che idea s’è fatto, girando per le città siciliani?
“Guardi, la crisi è davvero pazzesca. L’altra sera ero a Palermo in via Libertà. Ho incontrato una signora ai bordi del marciapiede che piangeva. Quando le ho chiesto cosa avesse, mi ha risposto che a causa della fila lunghissima non era riuscita a entrare nel negozio Luis Vuitton. Questa mi è davvero sembrata la fotografia della crisi”.

La Sicilia, però, nel “suo anno” si è consacrata come la terra della bellezza. Una miss Italia, una “vice” e tante bellezze nostrane in tv e al cinema.
“Si certo, anche questo fatto però dimostra qualcosa. La miss Italia è una catanese dai capelli rossi. Catanesi e rossi, potrebbe essere un chiaro segnale per il futuro”.

Lei crede alle voci di un avvicinamento dell’Mpa al Pd quindi?
“Ma no, io scherzo solamente. In fondo, il Pd cosa c’entra col rosso?”

Cambiamo colore allora. Parliamo del rosa e del nero. Come giudica il 2008 della squadra di calcio del Palermo?
“Ottimo direi. Tranquillo, sereno come sempre. Colantuono, Guidolin, Colantuono, saluti a Foschi, benvenuto a Ballardini. Con Zamparini non ci annoiamo mai. Certo, una cosa è paradossale. Gli allenatori vorrebbero restare e vengono cacciati. Il presidente ogni anno dice di voler andarsene, ed è sempre qua”.

E l’altra squadra di serie A, il Catania, sta facendo grandi cose in questo inizio di campionato.
“Guardi. Del Catania parlo solo bene. Anche perché, per tornarmene a casa, là nella lontanissima regione della storia, ho fatto il biglietto Wind Jet”.

L’ultima polemica del 2008 è quella tra Sgarbi e i Borsellino. Che idea s’è fatto?

“Esattamente quella che le ho già detto. Sta tutto lì, attorno al cannolo. Alla Sicilia, alle sue primavere, ai suoi cambiamenti. Non a caso viene di nuovo tirato in ballo Sciascia: il problema è sempre quello. O è mafia o è niente. E finché voi siciliani non supererete questa impasse, il vostro problema sarà sempre lo stesso. E doppio. Da un lato, quello di non riuscire mai a liberarvi davvero di Cosa nostra, inseguendo anche i suoi fantasmi. Dall’altro, quello di confondere il cambiamento con la rimozione, con la volontà di dimenticare. Ma il problema non è più mio. È vostro. Adesso vado”.