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crisi e privilegi

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Anche morire costa meno


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E ora chi glielo dice a Giovanni Ciresi, l’operaio Fiat in cassa integrazione che ha avuto la gentilezza di sfogarsi con noi, di raccontarci la sua vita difficile con cinque figli e un lavoro insicuro?

Chi glielo dice che quelli che predicano sobrietà, che gli inviano affettuose parole di solidarietà e che promettono di stringere la cinghia come tutti hanno preparato una zattera per salvarsi dalla crisi, costruita con la filosofia dell’arca di Noè ai tempi del diluvio, ma purtroppo più piccola e assai più familiare? Di che si tratta? Si tratta di tassi agevolati al due per cento per l'acquisto della prima casa e sussidi in caso di morte per funerali e sepoltura. A beneficiarne – come spiega la Repubblica con un'inchiesta che ha già attivato il tam tam del web - non sono categorie protette o disagiati ma i parlamentari dell'Assemblea regionale siciliana che già possono contare su una serie di benefit e agevolazioni, oltre a una indennità mensile composta da varie voci intorno ai diecimila euro. In più ecco una pioggerellina di aiuti. Il sostegno per l'acquisto della casa è previsto da una convenzione che l'Ars ha firmato con il Banco di Sicilia negli anni '80 e che è stata ritoccata nelle scorse settimane: l'importo è stato incrementato da 150 a 300 mila euro, cifra che può essere concessa anche per l'acquisto di locali per la segreteria politica. Nell'ultimo rendiconto approvato dal collegio dei questori all'Ars, relativo alle spese per il 2007, si legge che le uscite per il "contributo interessi su mutui edilizi erogati dal Banco di Sicilia" sono state pari a 52.830 euro. Per i funerali di deputati o ex deputati il contributo dell'Ars, invece, è di cinquemila euro. Neanche la morte è uguale per tutti.