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Gela

Gli "stiddari" e l'usura


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41bis, Antonio Cavallo, caltagirone, gela, tribunale, usura, Cronaca
Nuovi sviluppi nell'ambito dell'inchiesta della polizia di Gela che il 12 ottobre dello scorso anno ha portato all'arresto nel nisseno di una banda di usurai. Gli investigatori hanno accertato che gli indagati, in tutto quattro, appartenenti allo stesso nucleo familiare, sarebbero organici all'organizzazione mafiosa della "Stidda", di cui il boss Antonino Cavallo, detenuto al 41 bis, è ritenuto esponente di spicco.

Quattro nuove ordinanze di custodia cautelare in carcere sono state così emesse dal gip presso il Tribunale di Caltanissetta su richiesta della locale Dda. I provvedimenti sono stati notificati a Giuseppe Cavallo, 22 anni, ed al cognato Leonardo Caruso, 24 anni, entrambi di Gela, attualmente detenuti presso la casa circondariale di Caltagirone; a Giuseppina Ciaramella, 42 anni, originaria di Taranto, moglie del boss Antonio Cavallo, detenuta presso la casa circondariale di Enna; ed a Lorena Cavallo, 21 anni, sorella di Giuseppe, che si trova agli arresti domiciliari presso la propria abitazione di Gela.
Agli indagati vengono contestati i reati di usura continuata, in concorso, aggravata delle condizioni di assoggettamento e di omertà tipiche delle associazioni mafiose e con la finalità di agevolarle. Vittima della banda un piccolo imprenditore edile di Gela, che l'8 ottobre dello scorso anno venne aggredito e picchiato, riportando lesioni gravi tra cui la frattura di un femore.
Le ordinanze sono state notificare agli indagati presso i luoghi di pena dove si trovavano già reclusi mentre Lorena Cavallo, che si trovava agli arresti domiciliari è stata condotta nel carcere di Enna.