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La telefonata col campione


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amauri, cannavò, intervista, Bar dello sport
Talvolta di domenica si può perfino morire. Ed è bene che il Bar dello Sport lo sappia, anche se è nato per aiutare le idee con la leva del sorriso. Talvolta, la morte non rispetta i colori del giorno di festa e decide di imporci il suo colore, anche se la giornata è chiara e tu stai già pregustando il pasticcino del dopo pranzo e la partita del dopo cena.

D’accordo, Palermo-Juve si è giocata di sabato, ma poco importa. Ogni rimbalzo del pallone porta spruzzi di domenica ovunque. E domenica diventa quel sabato destinato a concludersi col Carnevale più intenso che c’è. Ma succede che – in una casa rosanero – qualcuno muore, nonostante i biglietti pronti per la partitona con la Vecchia Signora. Non è che uno ci pensi troppo in questi casi alla sfida negata, però forse un po’ sì. Pensi che avresti voluto riabbracciare il tuo vecchio campione, quell’uomo simpatico con le treccine. Ci avevi fatto amicizia a Palermo, quando saltava e volava con la maglia rosa. Lui, per un pelo, non aveva partecipato al tuo matrimonio, per il "niet" della Juve, ma aveva mandato sua moglie. Una telefonata: “Dopo la partita vieni a salutarmi”. E tu non puoi più, per inderogabile esigenza del lutto. Forse ti avrebbe fatto un po’ bene salutarlo. Forse. Passa il sabato che non è più diventato domenica. Ecco la domenica, quella vera. Chi ci pensa più. Poi, squilla il telefono. Rispondi e sobbalzi. E’ lui, il campione che non ha dimenticato. Ha saputo del lutto. Ti tiene quaranta minuti al telefono, cercando di consolarti. E tu sei ancora triste, ma pensi che da qualche parte, oltre questo fine settimana, ci sarà un’altra spiaggia per correre dietro la coda della felicità. Infine saluti, con la cornetta calda d’affetto, e prima di riattaccare hai appena la forza di dire all’altro:
“Grazie, Carvalho, grazie…”. Grazie.