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The Voice, la panella
e il radiocronista catanese


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Bar dello sport, calcio, campionato, Catania, palermo, serie a, Bar dello sport
Abbiate pazienza, ma girano un po' così. Tentare di scrivere il Bar dello Sport dopo quattro-pappine-quattro è come sorridere al funerale del proprio cane. O come andare alle esequie dell'Elefante e scoprire nella bara un aquilotto implume, non so se si capisce la metafora animalesca.
E' stata dura da digerire, perfino per un uomo mite e gentile come Giuseppe D'Agostino, The Voice, il mitico radiocronista rosanero, che non farebbe del male a una mosca, figuriamoci a un elefante.
E' accaduto questo: nel corso di Palermo-Catania, un solerte radiocronista rossazzurro ha commentato le fasi di gioco con un accento da Maracanà, addizionato con scoppio di petardi a Sant'Agata. Ecco un esempio: "Goool del Catania! Siamo i campioni della Sicilia! (ma chi spacchio rici, ‘mbari, ndr) In piedi davanti al Catania!". Dopo trentasette minuti di stimmate nelle carni rosanero, The Voice è diventato paonazzo e non ce l'ha fatta più. Si è alzato e ha ricordato al dirimpettaio etneo che i gestori del "Massimino" non sono tanti cortesi nei confronti dei giornalisti panormitani in trasferta, vilipesi, schiaffati in un angoletto oscuro e bersagliati di odiosi arancini al ragù. E che, dunque, buona creanza avrebbe consigliato un racconto meno urlato, più confidenziale, tipo favole della nonna. Indi, il buon Giuseppe ha tentato di strangolare il suddetto con una panella, simbolo eterno di palermitanità. Per fortuna, è intervenuta la dolcissima Clara Di Palermo, addetto stampa di viale del Fante, e il misfatto non si è compiuto. Scherzi a parte, la cosa si è risolta lì. Il radiocronista rossazzurro ha continuato sommessamente il suo lavoro con una vocina querula alla Topo Gigio appena udibile dal vicino di poltroncina. E D'Agostino ha mangiato la panella, evitando uno spreco inammissibile.