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Europee, caccia al posto
Ecco tutti i nomi


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Giochi ad incastro per una poltrona a Bruxelles. Il puzzle in costruzione nella politica siciliana è quello delle liste per le europee del 6 e 7 giugno. Il disegno delle candidature non è ancora del tutto delineato ma nei partiti sono in corso grandi manovre per la scelta degli aspiranti parlamentari

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bruxelles, elezioni europee, Politica, Politica

Giochi ad incastro per una poltrona a Bruxelles. Il puzzle in costruzione nella politica siciliana è quello delle liste per le europee del 6 e 7 giugno. Il disegno delle candidature non è ancora del tutto delineato ma nei partiti sono in corso grandi manovre per la scelta degli aspiranti parlamentari.

I rischi di Lombardo A partire dall’Mpa di Raffaele Lombardo che localmente raggiunge percentuali a due cifre ma a livello nazionale corre il rischio di non superare lo sbarramento. “Vogliamo essere rappresentati al Parlamento Europeo – è l’ imperativo del presidente della Regione - Per questo stringeremo alleanze politiche. Sappiamo quali rischi corriamo e abbiamo bisogno di tutti”. Un accordo con la Lega Nord, già collaudato in passato, sembra essere la soluzione più naturale. Ma si considera anche un’intesa con ‘La Destra’ di Storace e Nello Musumeci, testata con successo alle regionali sarde, oltre che con pensionati, ex Dc ed ex socialisti. Sarebbe stato rifiutato, invece, l’invito, rivolto da Berlusconi in persona nel corso di una cena a Palazzo Grazioli, volto a garantire loro posti nelle liste del Pdl. Ma anche con gli azzurri il dialogo resta aperto. Solo dopo avere risolto la questione apparentamenti si definiranno le candidature degli autonomisti. In ogni caso, l’Mpa intende presentarsi con il proprio simbolo e capolista sarà Lombardo. Con il gabbiano potrebbe tentare la riconferma l’europarlamentare Eleonora Lo Curto, così come potrebbero aspirare ad un seggio il deputato Carmelo Lo Monte o gli assessori regionali Giuseppe Sorbello e Giovanni Di Mauro. Su un ritorno in Europa potrebbe sperare, infine, il deputato regionale Francesco Musotto.

L'impegno di Cuffaro per l'Udc A guidare i moderati dell’Udc non dovrebbe essere Totò Cuffaro che ha annunciato di “non concorrere di persona” pur avendo assicurato il suo “impegno per dare un contributo al partito”. Tanto più se al suo posto ci fosse il fratello Silvio, sindaco di Raffadali. Il primo in lista sarà il coordinatore regionale Saverio Romano. Probabile la candidatura del recordman di preferenze Antonello Antinoro, nonostante l’assessore regionale risulti destinatario di un avviso di garanzia. Ci potrebbe essere spazio anche per il titolare all’ Industria, Pippo Gianni, e per tre presidenti di Provincia: il palermitano Giovanni Avanti, il trapanese Girolamo Turano ed il ragusano Franco Antoci. Tra i papabili circolano i nomi di Giuseppe Drago, ex presidente della Regione, del nisseno Bernardo Alaimo, dei messinesi Giuseppe Naro o Gianpiero D’Alia ed in quota rosa Giusy Savarino.

Pdl, Silvio for ever La lista del Pdl dovrebbe essere guidata dal presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Al tandem Alfano-Miccichè il compito di riempire le altre caselle. Ben quotati sia Giovanni La Via, attuale assessore regionale all’Agricoltura che il manager dell’Asl 6 di Palermo, Salvatore Iacolino, anche perché l’ approvazione di un emendamento che non permette al sindaco Diego Cammarata di mantenere le due cariche sembra avere messo fuori gioco il primo cittadino. Tra gli esponenti vicini a Miccichè potrebbero tentare la sfida Pippo Fallica, Giacomo Terranova e Giovanni Mauro. Gli ex An dovrebbero schierare l’ex senatore Nino Strano. Donne in lista? Fino ad ora la più probabile è l’ europarlamenare uscente Maddalena Calia, sarda. La vera sorpresa, però, potrebbe essere la candidatura di Emilio Fede. Il nome del direttore del Tg4, originario di Messina, sarebbe stato proposto da Berlusconi. Bisognerà vedere se conteranno di più i consensi dovuti alla notorietà o gli equilibri locali.

Due caselle per il Pd Il Pd siciliano punta a confermare due posti al Parlamento europeo. Capolista potrebbe essere Enzo Bianco, ex sindaco di Catania, che però, fino ad ora, avrebbe opposto un rifiuto. I dirigenti del Partito democratico corteggiano anche un altro senatore, Giuseppe Lumia. Se entrambi si spostassero a Bruxelles, infatti, potrebbero lasciare i posti a Palazzo Madama ai primi dei non eletti, ovvero Bartolo Fazio e Franco Piro. Una strategia che potrebbe essere perseguita anche con la candidatura in un’altra regione della senatrice Anna Serafini, eletta a Palermo alle nazionali. “In quell’occasione la Sicilia è stata penalizzata da candidature estranee e scelte dall’alto. Ora si potrebbe sanare quella ferita” sostiene Piro che non esclude un impegno diretto. Sul nome di Rosario Crocetta, sindaco di Gela passato dal Pdci al Pd, grava l’ impossibilità di mantenere la doppia carica. Elemento che, in quel territorio, potrebbe favorire il presidente della Commissione regionale antimafia, Lillo Speziale. Pressing sul senatore ennese Wladimiro Crisafulli. Ipotizzata la ricandidatura dell’uscente Luigi Cocilovo mentre sembra tramontata quella di Italo Tripi, segretario regionale della Cgil.

L'ottimismo dell'Idv Ottimisti gli esponenti di Italia dei Valori. Il senatore Fabio Giambrone punta ad una “lista forte” capitanata dal fondatore del partito, Antonio Di Pietro e seguita dall’ex sindaco di Palermo, Leoluca Orlando. Ad aspirare ad uno scranno targato Idv potrebbe essere l’avvocato Vincenzo Lo Re. “Una risorsa importante” conferma Giambrone che fa anche il nome dell’ex vicesindaco di Palermo, Emilio Arcuri. Infine, potrebbero tentare la rielezione due europarlamentari uscenti: Giusto Catania, di Rifondazione Comunista, e Claudio Fava, coordinatore nazionale di Sinistra democratica. Arduo per entrambi sia superare il 4% che conquistare un seggio in Sicilia. Per tutti, comunque, ottenere risultati non sarà facile. Il numero complessivo degli eletti, oggi attestato a sette per questa circoscrizione, probabilmente si ridurrà a causa della recente riforma elettorale. E’ ancora in discussione, poi, un’altra modifica della legge per trasformare la Sardegna in collegio autonomo, che causerebbe un ulteriore taglio. Ad influenzare la scelta dei candidati, stavolta, sarà anche la possibilità di esprimere le preferenze. Le liste dovranno essere formalizzate entro l’inizio di maggio. Per finire il puzzle c’è ancora un po’ di tempo.