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Il fratello di Cuffaro ammette:
"Mi hanno chiesto il pizzo"


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autolinee, cuffaro, racket, Cronaca
Spiega di  avere ricevuto richieste estorsive per la "protezione" della sua azienda. Lo ammette in aula a Palermo, davanti ai giudici del tribunale, l'imprenditore Giuseppe Cuffaro, fratello del senatore Totò, ex presidente della Regione, condannato a cinque anni per favoreggiamento. L'imprenditore Giuseppe Cuffaro è testimone e parte civile nel processo che vede imputati estorsori e affiliati ai clan mafiosi, ed è il legale rappresentante delle Autolinee Cuffaro srl.  Rispondendo alle domande del pm Roberta Buzzolani e dell'avvocato di parte civile, Francesco Crescimanno, il fratello dell'ex governatore ha detto di avere appreso da uno dei titolari dell'azienda che si era presentato da loro un sedicente assicuratore, per una proporre una polizza che proteggesse i capannoni della ditta. "Il fatto avvenne nel 2005, prima che io mi insediassi - ha detto l'amministratore dell'azienda - a raccontarmi i fatti fu mio cugino, che invitò quel signore a tornare, dicendogli che lui non poteva decidere nulla da solo e che avrebbe dovuto parlare con gli altri soci. Da quando io sono amministratore non è più accaduto nulla".