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Nuove accuse per Mercadante


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Una perizia depositata dall'accusa al processo Gotha, ipotizza per l'ex deputato regionale di Forza italia, anche il reato di fittizia intestazione di beni. Nella "Angiotac" ci sarebbero, così, i soldi di Provenzano

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"Viri ca 'dda ci su i picciuli ru ziu". E' stato il pentito Angelo Siino, il ministro dei lavori pubblici di Cosa nostra, a rivelare quanto aveva saputo da Pino Lipari, il consigliori di Bernardo Provenzano. Così i pm Nino Di Matteo e Gaetano Paci hanno depositato al processo Gotha una perizia che solleva forti dubbi su soldi che entrano ed escono dalla società "Angiotac" di cui è contitolare Giovanni Mercadante, imputato di associazione mafiosa. Così a questa si aggiunge anche l'ipotesi di reato della intestazione fittizia di beni. La notizia è riportata dal Giornale di Sicilia di oggi. I fatti risalgono al 2007, quando Mercadante, già in custodia cautelare, aveva passato le sue quote alla figlia ipoteticamente per sfuggire ad eventuali provvedimenti di sequestro preventivo. La difesa, che dichiara di non essere a conoscenza della perizia, respinge le accuse. A.C.