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Memoria

Placido Rizzotto, ucciso dalla mafia:
una vita in difesa dei contadini


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Ricorre oggi il 61^ anniversario dell'omicidio del sindacalista Placido Rizzotto, ucciso dalla mafia il 10 marzo del 48, a Corleone, in provincia di Palermo.

Primo di sette figli, perse la madre quando era ancora bambino. In seguito all'arresto del padre, ingiustamente accusato di associazione a delinquere, fu costretto ad abbandonare la scuola per occuparsi della famiglia. Durante la seconda guerra mondiale prestò servizio con l'esercito nel Nord Italia e dopo l '8
settembre del 1943 scelse di unirsi ai partigiani. Rientrato a Corleone al termine della guerra, iniziò la sua attività politica e sindacale, ricoprendo l'incarico di segretario della Camera del lavoro di Corleone. Fu esponente di spicco del Partito Socialista Italiano e della Cgil. Venne rapito la sera del 10 marzo 1948, mentre andava da alcuni compagni di partito, e ucciso dalla mafia per il suo impegno a favore del movimento contadino per l'occupazione delle terre.
Mentre veniva assassinato, il pastorello Giuseppe Letizia assistette al suo omicidio di nascosto e vide in faccia gli assassini e per questo venne ucciso con un'iniezione letale fattagli dal boss Michele Navarra, ritenuto il mandante del
delitto di Placido Rizzotto.

Le indagini sull'omicidio furono condotte dall'allora capitano dei Carabinieri Carlo Alberto Dalla Chiesa. Sulla base degli elementi raccolti dagli inquirenti, vennero arrestati Vincenzo Collura e Pasquale Criscione che ammisero di aver preso parte al rapimento di Rizzotto in concorso con Luciano Liggio. Grazie alla testimonianza di Collura fu possibile ritrovare il corpo del sindacalista, che era stato gettato da Liggio nelle foibe di Rocca Busambra, nei pressi di Corleone. Criscione e Collura, insieme a Liggio che rimase latitante fino al 1964, furono assolti per insufficienza di prove, dopo aver ritrattato la loro confessione in sede processuale.

La sua vita è stata raccontata al cinema nel film Placido Rizzotto di Pasquale Scimeca (da cui è tratta la foto d'apertura). La cooperativa Libera Terra produce e commercializza due vini denominati Placido Rizzotto Bianco e Placido Rizzotto Rosso provenienti da vitigni confiscati alla mafia.