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IL caso del 'laureato invisibile'

Il preside di Medicina:
"Corso da disattivare"


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Adelfio Elio Cardinale parla del caso di Alberto Arena e spiega le ragioni del corso di laurea in "Igiene dentale". Anticipa anche che, di propria iniziativa, è stato chiesto l'inserimento della figura dell'igienista dentale nelle piante organiche delle strutture sanitarie pubbliche siciliane. Ma non ci sta a essere il bersaglio: "Le colpe vanno cercate altrove"


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Il corso di laurea in "Igiene ambientale" sarà con ogni probabilità disattivato, anche se dalla facoltà di Medicina dell'Università di Palermo è partita la richiesta di inserire questa figura professionale nelle piante organiche delle strutture pubbliche. Questo dopo la lettera disperata di Alberto Arena, che abbiamo pubblicato su Live Sicilia, e nel contesto della generale rimodulazione dell'offerta formativa universitaria che taglierà tutti quei corsi di laurea con pochi iscritti. Ma Adelfio Elio Cardinale, preside della facoltà di Medicina, non è affatto d'accordo sul contenuto della lettera del dottor Arena.

"E' un problema di carattere generale di disoccupazione nelle professioni intellettuali - spiega Cardinale - forse Alberto non aveva fatto i nostri corsi di orientamento e tutorato e ha fatto un'iscrizione un po' alla cieca. Anche perché, e qualcuno glielo ha anche detto attraverso i commenti al vostro articolo: 'a Roma esiste'. Capisco il desiderio, l'ambizione, la speranza, ma bisogna essere anche pragmatici". Cardinale, infatti, smentisce il giovane laureato quando parla della mancanza dei posti di lavoro. "I dentisti non vogliono igienisti dentali, magari perché non gli conviene, ma non significa che il posto di lavoro non esiste. Piuttosto che è difficile accedervi, ma per colpa di chi?". Non dell'Università, a sentire il preside . Quello di igienista dentale, infatti, "è solo uno dei 15 corsi di Medicina. Basti pensare che la domanda per le professioni sanitarie, in particolare infermieri e tecnici radiologi, è di 50 mila posti in tutto il territorio nazionale. Vengono anche dall'estero ad iscriversi a questi corsi".

Ma un problema, la lettera di Alberto l'ha evidenziato: va bene la scelta di singoli professionisti nei loro studi privati, ma nel pubblico? Com'è possibile che non esista una figura professionale creata dalla legge? "In una riunione ieri con l'assessore alla Sanità - risponde Cardinale - abbiamo chiesto l'inserimento della figura dell'igienista nelle piante organiche, così come per gli psicologi e altre professionalità, perché, effettivamente, c'è una reale necessità nelle strutture pubbliche. È una nostra iniziativa". "Poi - continua il preside - si sta procedendo, come nel resto dell'Ateneo, alla rimodulazione dell'offerta formativa. Stiamo valutando l'appetibilità, disattivando, ad esempio, i corsi con tre studenti". Potrebbe essere il caso proprio del corso di laurea in questione. "E' stato istituito due o tre anni fa, così come il corso per tecnico radiologo. L'intento era di dare la possibilità, anche convertendo i precedenti diplomi universitari, di formare studenti per professioni emergenti. Per questo l'abbiamo attivato". E ora? "Ora stiamo valutando sulla base delle prospettive lavorative e sulla domanda del territorio".

Qualcosa non torna. Da una parte si sostiene di aver chiesto alla Regione di inserire la figura professionale nelle piante organiche di ospedali e aziende sanitarie. Dall'altra, invece, si prospetta la disattivazione del corso di laurea. "Lei sa benissimo come vanno le cose in politica - dice Cardinale - non è certo in due mesi che si raggiungerà l'obiettivo. La laurea può essere disattivata, ad esempio, per un anno, portando, ovviamente, alla laurea chi è già iscritto, perché questo rientra nel nostro 'contratto' con gli studenti".

Cardinale è molto critico col giovane laureato, e anche con quanto scritto su Live Sicilia. "Non mi piace che si parli di mostruosità, merito, malcostume. Questo non c'entra. Lui (intendendo Alberto, il giovane laureato, ndr) scarica all'università problemi che sono di pertinenza del servizio sanitario nazionale e regionale o degli studi professionali. Ovvero, la richiesta c'è, se poi non li vogliono assumere non è un problema nostro e rientra nel fenomeno che accennavo all'inizio: la disoccupazione intellettuale. E poi, dico, c'è la fantasia e l'ingegno per industriarsi: perché non fanno un'associazione e si mettono tutti assieme, soprattutto visto che ci si lamenta delle alte tariffe praticate dai dentisti, ad esempio, per la pulizia dei denti".

Insomma, il preside difende a spada tratta la sua facoltà, sciorinando numeri competitivi. "Contro titoli di laurea veramente effimeri, medicina, chirurgia e le professioni sanitarie, secondo una statistica dell'Almalaurea, trovano nel 95 per cento dei casi un posto di lavoro entro sei mesi dalla laurea". Alberto farà parte di quel 5 per cento.

Sulla vicenda il rettore dell'Università di Palermo, Roberto Lagalla, nonostante sia stato sollecitato, non ha voluto prendere posizione.