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Corte d'appello di Palermo

Tangenti e riciclaggio:
prescrizione per Sandro Musco


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Prescritta in appello l'accusa di riciclaggio per il docente universitario Alessandro Musco. Si chiude così una vicenda legata agli anni della “Prima Repubblica” e della cosiddetta “Tangentopoli siciliana” esplosa a cavallo tra gli anni '80 e '90. In quegli anni, il professore di Storia della filosofia medievale alla facoltà di Lettere dell'Università di Palermo, era consulente del presidente dell'Ars Rino Nicolosi.

All'inizio del procedimento, Musco era stato accusato di corruzione. Secondo gli inquirenti, infatti, il docente avrebbe versato denaro per ottenere appalti e favori, così come gli imprenditori Filippo Salomone, e Marco Campione. Questi ultimi due sono stati assolti nel merito dalle accuse di riciclaggio e fittizia intestazione di beni, mentre la prescrizione ha cancellato l'accusa di corruzione. Erano stati assolti in primo grado, invece, il consulente Mario Mondello e Riccardo Gruttadauria

Nel corso del processo di primo grado, le accuse a Musco erano state modificate dal pm Roberta Buzzolani da quella di corruzione a quella di riciclaggio. Il professore, infatti, avrebbe ricevuto circa un miliardo e mezzo di lire su un conto in Svizzera. Soldi che, secondo gli inquirenti, erano destinati ai politici corrotti e non al docente. Adesso la prescrizione chiude la vicenda processuale.