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Mafia di Trabia, 15 arresti

Gli affari e i segreti dei boss


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Ieri mattina a Termini Imerese, Trabia e Sciara, 250 Carabinieri del Gruppo di Monreale, coadiuvati da unita' cinofile e eliportate, a conclusione dell'operazione "Camaleonte 2", hanno dato esecuzione a 15 ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal Tribunale di Palermo su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia palermitana nei confronti di indagati per associazione mafiosa ed estorsione

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Ieri mattina a Termini Imerese, Trabia e Sciara, 250 Carabinieri del Gruppo di Monreale, coadiuvati da unita' cinofile e eliportate, a conclusione dell'operazione "Camaleonte 2", hanno dato esecuzione a 15 ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal Tribunale di Palermo su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia palermitana nei confronti di indagati per associazione mafiosa ed estorsione.

Scacco al reggente. In manette è finito tra gli altri Antonino Teresi (nella foto al momento dell'arresto), presunto reggente del mandamento e genero del boss Vincenzo Salpietro che avrebbe continuato a "seguirlo" dal carcere e a monitorare la sua azione.
L'operazione, scaturita dalle indagini della Compagnia di Termini Imerese, ha smantellato uno degli ultimi mandamenti rimasti attivi dopo le operazioni dei carabinieri "Perseo" e "Carthago" che, tra dicembre 2008 e gennaio 2009, avevano quasi azzerato la cupola intaccando fortemente l'operativita' di 12 dei 15 mandamenti di Palermo e della sua provincia. "Camaleonte 2" costituisce la naturale prosecuzione di un lavoro di intelligence iniziato nel 2002 a seguito della cattura del noto latitante Antonino Giuffré, noto anche come "Manuzza", e di quella, avvenuta nel 2003, del latitante Salvatore Rinella.

Intercettazioni e pedinamenti. Le indagini si sono avvalse di pedinamenti, osservazioni, intercettazioni audio-video, permettendo di ricostruire la struttura e le dinamiche del mandamento mafioso di Trabia, che ha ereditato la leadership mafiosa nell'area una volta sottoposta al controllo dello storico mandamento di Caccamo.

Storia del mandamento. La vicenda del mandamento è stata segnata da numerose vicessitudini, dopo i brillanti arresti delle forze dell'ordine. Lo scettro - come si diceva - è passato da Caccamo a Trabia. Nel vuoto di potere che si era venuto a creare dopo alcune operazioni dei carabinieri prosperava anche la microcriminalità in barba al controllo del territorio delle famiglie mafiose. I palermitani Fabrizio Iannolino (nativo di Termini ma palermitano d'adozione) e Liborio Pirrone presero le redini della zona nel 2004. Con loro una squadra di 'picciotti' alle dipendenza di Alfonso Riccio, vero 'ras' del pizzo, per imporre la tangente mafiosa alle attività commerciali termitane. Ma il loro smisurato "appetito" in tema di estorsione provocò la scontata reazione dei termitani e la successiva decadenza per decisione di Provenzano. Di mano in mano lo scettro del comando sarebbe così finito al bracciante agricolo Nino Teresi, premiato perché genero del boss Vincenzo Salpietro. Un caso di parentopoli anche nella mafia?