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La proposta

Il piano casa in salsa sicula


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berlusconi, casa, piano, territorio, Cronaca
Cemento e impianti fotovoltaici. E’ questa la ricetta in salsa sicula del piano casa pensato da Berlusconi. L’idea è dei parlamentari regionali del Pdl che hanno deciso di anticipare in una norma da fare approvare all’Ars la variante siciliana del progetto del presidente del Consiglio.
Il connubio edilizia ed energie rinnovabili è contenuto nel disegno di legge 386, sottoscritto da 18 deputati, dal titolo “Semplificazioni e agevolazioni dell’attività edilizia”. Obiettivo dichiarato dal primo firmatario, Fabio Mancuso, presidente della commissione Ambiente all’Ars, “mettere in moto l’economia dell’isola, nel rispetto del territorio e dell’ambiente nonché delle regole”.
Per sostenere il settore edile il ddl dà il via libera alla possibilità di effettuare lavori di ampliamento degli edifici esistenti fino al 20% del loro volume totale se destinati a uso residenziale e del 20% della sola superficie coperta se adibiti a uso diverso. Anche in deroga ai regolamenti comunali e agli strumenti urbanistici e territoriali. Le nuove costruzioni potrebbero essere realizzate ampliando quelle già esistenti o, in alternativa, realizzando strutture separate, di carattere accessorio.
Ma c’è di più. Il ddl consentirebbe anche la demolizione e ricostruzione, anche in posizione diversa, di edifici fatiscenti realizzati prima del 1989. La deroga a regolamenti e strumenti urbanistici sarebbe valida anche in questi casi così come la previsione di aumento del volume esistente, fino al 30 o al 35%, nel caso in cui si utilizzino tecniche costruttive di bioedilizia o fonti di energia rinnovabile.
Ma dove stanno le energie rinnovabili? All’articolo 3 del progetto di legge che prevede agevolazioni per la realizzazione di impianti fotovoltaici.  In pratica, non sarebbero conteggiate nella cubatura pensiline o tettoie finalizzate all’installazione di impianti fotovoltaici e da realizzare anche in zona agricola. Dovrebbe essere l’assessore al Territorio a stabilirne con decreto caratteristiche e dimensioni mentre ai comuni toccherebbe istituire l’elenco degli ampliamenti autorizzati.