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Dopo le accuse di un pentito

Zampa e le partite truccate:
"Lontani mille miglia"


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La rassegna stampa odierna è arrivata anche nel suo quartiere generale al Nord. Il presidente del Palermo, Maurizio Zamparini ha letto tutto e si è reso conto dei dubbi che vengono mossi sulla presunta gestione poco limpida dei biglietti per lo stadio Barbera (con “agevolazioni” per i clan mafiosi e per i bagarini) e dei veleni sul suo primo Palermo, quello targato 2002/03, che perse la promozione in serie A agli ultimi novanta minuti, sconfitto dal Lecce.
Non si scompone troppo il numero uno di viale del Fante, ma si dichiara assolutamente estraneo alle accuse mosse da Marcello Trapani, legale dei boss Lo Piccolo, ma anche agente di alcuni calciatori del settore giovanile rosanero. “Di primo acchitto – spiega Zamparini – direi che ho letto tutta una serie di assurdità e che non me ne frega un c…  Ci manca solo di entrare a far parte della stagione dei nuovi pentiti palermitani. Tutte queste presunte rivelazioni sono lontane mille miglia da me e dal mio modo di lavorare e intendere lo sport”.
Zamparini, buon amico fra gli altri anche di Pietro Grasso, procuratore nazionale antimafia, difende in qualche modo anche il suo ex braccio destro, Rino Foschi, già direttore sportivo al Palermo, ora con la stessa carica al Torino. “Il mio amministratore delegato Sagramola mi ha detto che è stato tirato in ballo Rino Foschi, quindi forse dovreste chiedere a Foschi tutta una serie di chiarimenti, anche se conoscendolo so benissimo che lui è una persona corretta e quindi è estraneo a simili discorsi…”