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La polemica

Massimo, Micciché in campo:
"I lavoratori sbagliano"


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"È davvero inspiegabile e ingiustificabile l'atteggiamento dei lavoratori del Teatro Massimo e dei loro rappresentanti sindacali che, dopo lo sciopero nazionale di venerdì 20, domenica 22 hanno nuovamente impedito la realizzazione di un evento importante come il Faust interpretato da Andrea
Bocelli". Lo dice il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianfranco Micciché. "Le scelte del sovrintendente Cognata sono da sempre improntate alla salvaguardia dell'attività del Teatro stesso e hanno portato a risultati di altissimo livello sia dal punto di vista gestionale che finanziario ed artistico", continua Micciché, sottolineando che "oggi il Massimo è l'unico teatro
lirico in Italia che si appresta a chiudere per la quarta volta di seguito il bilancio in attivo".
"Chiedere le dimissioni di un sovrintendente come Cognata che ha garantito tutto questo è assolutamente inaccettabile - conclude il sottosegretario -. L'attuale atteggiamento dei sindacati è secondo me il risultato distorto della dipendenza forzosa dai finanziamenti pubblici ritenuti immutabili e indiscutibili: se invece il finanziamento pubblico venisse inteso come una risorsa da investire, anziche' semplicemente da sfruttare, allora il ruolo dei sindacati sarebbe più orientato verso una contrattazione tra le esigenze dei lavoratori e le circostanze indispensabili alla sopravvivenza dell'istituzione".