Live Sicilia

Dopo l'approvazione all'Ars

Russo esulta
ma il bilancio può attendere


Articolo letto 453 volte

VOTA
0/5
0 voti

ars, regioen siciliana, regione, riforma, russo, sanità, sicilia, Politica
"Tutto bene quel che finisce bene. E l'ultimo chiuda la porta". Massimo Russo tira fuori una citazione di Nick Carter, che i suoi coetanei riconosceranno, nel giorno in cui la "missione impossibile è diventata possibile", come ha detto raggiante l'assessore alla Sanità ai giornalisti.

Certo, la riforma battezzata dall'Ars non è esattamente quella pensata dal magistrato chiamato da Lombardo sulla più scomoda delle poltrone della giunta. Certo, in questi mesi i bocconi amari ci sono stati e i siluri lanciati da Udc e Pdl (e spesso andati a segno) hanno fatto male. Ma oggi per Russo è il giorno della soddisfazione. La riforma ha visto la luce, dopo una maratona notturna, e anche se il Pd alla fine non si è astenuto ma ha scelto di votare contro, Russo tiene a sottolineare che l'opposizione "ha contribuito a scrivere questa legge nel corso del dibattito parlamentare. Credo che questa sia una riforma di tutto il Parlamento".

Russo ha parlato di un risparmio di almeno 50 milioni che si otterrà grazie alle nuove norme, sottolineando che si tratta di una stima al ribasso. L' assessore inoltre ha tenuto a smentire quanti parlano di una moltiplicazione di poltrone: "Il numero dei direttori diminuisce - ha detto l'assessore sventolando le carte che fanno la conta delle poltrone e che parlano di 122 direttori in totale contro i 160 della situazione attuale -. Non è un papocchio, non è un compromesso al ribasso ma una sintesi felice", ha detto Russo riferendosi alla riforma, che adesso, ha aggiunto, "andrà fatta camminare sulle gambe di uomini capaci, passando dalle scelte per appartenenza a quelle per competenza. E io mi farò garante di scelte politiche alte".

Numeri che comunque il Pd contesta, parlando ancora di moltiplicazione delle poltrone e riservandosi di illustrare domani i punti più critici. Ma l' opposizione non può fare a meno di registrare le novità positive introdotte da una legge sulla quale c'è anche, indiscutibilmente, lo zampino del centrosinistra.
Insomma, un passo avanti, dopo mesi di reciproche scomuniche e sgambetti, si è fatto. Una notizia positiva per la Sicilia dall'Aula di Palazzo dei Normanni.

Che stride però con il provvedimento approvato subito dopo dalla stessa Assemblea, ovvero la proroga dell'esercizio provvisorio fino al 30 aprile. La Regione rimarrà per almeno altri quaranta giorni senza bilancio. Nel bel mezzo della peggiore crisi economica mondiale degli ultimi ottant'anni e in una terra la cui economia vive praticamente solo di soldi pubblici. E questo non può passare in cavalleria, malgrado i sorrisi per la riforma portata a casa.